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Senza benzina. Roma, fiato corto: ma forse il peggio sta passando

Senza benzina. Roma, fiato corto: ma forse il peggio sta passando

Corriere dello Sport (R.Maida) – Testa o croce, testa o gambe. E’ sempre nel mezzo che sta la verità ma forse, dopo il secondo tempo di Inter-Roma, è venuto a galla il problema: la condizione atletica generale non è buona, visto che «la squadra è calata fisicamente» come ha riconosciuto Di Francesco, e offusca i pensieri dei calciatori che si intimidiscono e commettono errori dovuti alla scarsa lucidità. La sensazione è che il cortocircuito parta insomma dai muscoli fino a raggiungere il cervello, non il contrario.

SUSSURRI – Al di là delle dichiarazioni ufficiali, come quella di Alisson che sostiene di aver sentito dai compagni che «si doveva correre di più», e dei crampi di El Shaarawy e Gerson che da soli offrono uno spunto di riflessione, sono diverse le voci dello spogliatoio che sottolineano una fase di scarsa brillantezza generale. E tutto ha una spiegazione. Di Francesco anche con il Sassuolo viveva momenti di appannamento a cavallo tra dicembre e gennaio per poi ripartire di slancio e ricominciare la seconda parte della stagione a ritmi altissimi. Magari accadrà anche con la Roma, visto che il suo staff ha studiato un programma di lavoro pesante al ritorno dalle vacanze, nel tentativo di consentire ai giocatori di affrontare senza problemi il duro ciclo di partite che li attendono. Aspettando la ristrutturazione del settore atletico che verrà discussa a maggio, la speranza è che il peggio stia passando.

INTOPPI – A complicare la stagione, con il bilancio poco confortante dei due punti nelle ultime quattro partite, sono stati gli infortuni e le carenze strutturali dell’organico, che hanno obbligato l’allenatore a schierare tre giocatori fuori ruolo nella formazione di Milano (El Shaarawy, Nainggolan e Strootman, più Florenzi che per Di Francesco non è un terzino) e a ricorrere a cambi di fortuna nel momento di maggiore sofferenza, con il passaggio alla difesa a 5 finora utilizzata solo nella strenua resistenza di settembre con l’Atletico Madrid.

DISTRAZIONE – E’ emblematico il caso del gol di Vecino, che ha tolto alla Roma una vittoria fondamentale a pochi minuti dalla fine. Fazio, che ha poi discusso a distanza con l’allenatore, ha guardato il pallone invece di seguire l’avversario, mentre Bruno Peres e Nainggolan hanno lasciato un cross facile a Brozovic. Ma è stato l’ultimo di una lunga serie di episodi, se si pensa che l’Inter aveva già sprecato diverse occasioni (merito anche di super Alisson). E’ evidente che la Roma di questi tempi non sia nella condizione ideale per andare a mille all’ora come chiede il suo allenatore: aggressività, pressing alto, densità intorno al pallone, sovrapposizioni, sono tutte qualità che vanno alimentate da un quantitativo di benzina sufficiente.

IL DATO – Del resto, i numeri non mentono. La Roma è quarta, e potrebbe agganciare il Napoli se confermasse la tendenza contro la Sampdoria, nelle classifiche dei primi tempi, mentre è soltanto ottava in quella dei secondi. Se le partite cominciassero al minuto quarantasei, quindi, la Roma sarebbe fuori dall’eurozona. Può darsi che a un certo punto, quando si avvicina il traguardo, subentri un po’ di paura tra i giocatori. Ma la paura sembra una conseguenza, più che una causa, della fase down della squadra.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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