
Corriere dello Sport (A.Polverosi) – Risposta secca: la Roma ha smaltito in fretta l’effetto–derby, ha schiantato il Milan a San Siro e sorpassato di nuovo il Napoli. Il secondo posto ripreso ieri sera con una prestazione splendida dalla squadra di Spalletti ha un profumo così intenso che arriva fino a Torino: pure la Juve è avvertita, se la Roma è questa non sarà facile per i campioni d’Italia festeggiare lo scudetto all’Olimpico. Dominio assoluto, con un attacco mostruoso: doppietta di Dzeko, palo di Perotti, palo di Nainggolan, gol di El Shaarawy, rigore procurato da Salah, il Milan spazzato via dalla furia dei giallorossi. Senza Donnarumma, sarebbe finita 7-1 e forse più.
SOLO ROMA – Non è stata una partita, ma una passeggiata in mezzo alle rovine di Milano. Quando si dice “presi a pallonate”, è quello che è successo alla squadra di Montella, prima sballottata e poi sbriciolata dalla versione più spietata della Roma. Spietata fino al 2-0, poi anche sprecona. Bastano questi dati per far capire come è andato il primo tempo: due gol di Dzeko, due pali con miracolosa deviazione di Donnarumma su entrambi (Perotti il primo, Nainggolan il secondo), una mezza dozzina di occasioni da gol, 17 tiri di cui 6 nello specchio della porta, con questi numeri la Roma ha conquistato San Siro con estrema, eccessiva facilità.
PALLONI PERSI – Eppure i risultati del pomeriggio, col pareggio della Fiorentina e soprattutto la sconfitta dell’Inter, avevano dato al Milan la possibilità di allungare ancora sul 6° posto. Ma solo per pensarlo, solo per provarci, doveva almeno entrare in campo. Invece non c’era. Nel primo quarto d’ora ha perso un impressionante numero di palloni, su cui la Roma ha scatenato la velocità di Salah e la tecnica di Perotti. Il primo gol è arrivato su palla agganciata da Salah dai piedi morbidi di Deulofeu, triangolo, anzi… quadrangolo, con Dzeko e fiondata del bosniaco sotto la traversa. Erano passati appena 8 minuti, da quel momento non c’è stato più traccia di Milan.
IL TRIO DELLE MERAVIGLIE – Non c’era un duello, non c’era una zona, nemmeno una zolla dove il Milan riuscisse a prevalere sulla squadra di Spalletti. In difesa, Vangioni non aveva alcuna possibilità di frenare le partenze di Salah, Paletta e Zapata non tenevano Dzeko, De Sciglio si perdeva fra i dribbling di Perotti. Era incontenibile il trio delle meraviglie romaniste, pilotate da Nainggolan che Sosa guardava (o meglio, scorgeva ogni tanto) a distanza. Il 2-0 è arrivato con un colpo di testa di Dzeko su angolo di Paredes: De Sciglio, che copriva la zona del bosniaco, non ha provato nemmeno a saltare. Ma anche sul fronte opposto, niente da fare: le rare volte in cui il Milan ha provato a spingersi nell’area della Roma, veniva ricacciato fuori senza storie. Troppo leggero Lapadula, troppo solista Deulofeu, troppo vago Suso per intaccare la nuova solidità della difesa giallorossa.
SEMPRE ROMA – Nel secondo tempo la Roma, pur pensando al controllo della partita, ha avuto altre tre nitide occasioni da gol. Se possibile, è stato quello il periodo in cui il disagio del Milan è stato preoccupante: aveva la palla, ma non sapeva come manovrare, come muoversi, dove incidere, sbagliava le scelte finali e si apriva, col ventre molle, ai contropiedi della Roma. Montella ha provato a forzare il sistema con Ocampos a sinistra al posto di Vangioni, schierando la difesa a 3, e per una manciata di secondi è sembrata una mossa vincente: proprio l’ex genoano ha riaperto la partita con l’assist per la rete di Pasalic. Un minuto o poco più, alla quarta occasione da gol della ripresa la Roma ha rimesso le cose a posto con un destro micidiale di El Shaarawy. Assist di? Facile: quel fenomeno di Dzeko l’imprendibile. E siccome c’erano sempre gli spazi per attaccare, nella dissennata difesa rossonera si è infilato ancora una volta Salah, buttato giù da Paletta: rosso per il difensore, rigore per De Rossi, 4-1 per la Roma. Che non aveva mai vinto con un punteggio così ampio nel San Siro rossonero.