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Allegria e gioco, ora Fonseca deve essere big

Allegria e gioco, ora Fonseca deve essere big

La Gazzetta dello SportLa Roma da podio è la sorpresa al vertice, spinta in alto come un palloncino dalla sua allegria di gioco. C’è qualcosa di infantile nel mondo con cui la squadra di Fonseca attacca e riempie l’area. Il simbolo è la poesia in movimento di Mkhitaryan, decisivo non meno di CR7, Ibra o Lukaku. Senza dimenticare che, in un contesto di fatica e di energie da preservare, avere tanta qualità significa poter far correre meglio il pallone che, come ricordava spesso il maestro Liedholm, non suda, a differenza degli uomini. A proposito, tanto merito alla flemma svedese di Fonseca (Sassuolo a parte), che ha smorzato le tensioni quando sembrava un dead coach walking e nei momenti più critici della stagione. È nell’incontro tra un allenatore freddo e una piazza calda, che Roma storicamente ha vissuto il meglio.

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Questa allegria di gioco porta entusiasmo. La Roma è la squadra che ha segnato di più nei primi tempi nei 5 campionati top. Vanta un bottino record anche nel primo quarto d’ora. Ha questa frenesia di divertirsi, infantile appunto. Dopo il primo gol, si aprono gli spazi e spesso la partita diventa un lunapark. Ma ora serve il passo successivo: dimostrarsi adulti, quando le cose si mettono male. Resistere, reagire e non lasciarsi andare. L’Inter domenica e poi il derby sono l’occasione ideale per dimostrare di aver messo i calzoni lunghi.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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