La Repubblica (M. Pinci) – La decisione l’hanno presa intorno alle 12 di martedì, durante una call con la dirigenza al completo, e presieduta da Dan Friedkin in persona. Per poi essere espressa pubblicamente ieri, con un comunicato ufficiale, la prima presa di posizione pubblica di una società di Serie A contro la “divisiva” Superlega.
“L’As Roma è fortemente contraria a questo modello ‘chiuso’, perché totalmente in contrasto con lo spirito del gioco che tutti noi amiamo. Certe cose sono più importanti del denaro e noi restiamo assolutamente impegnati nel calcio italiano e nelle competizioni europee aperte a tutti“.
Che la Roma avesse scelto una strada fortemente polemica nei confronti dei separatisti però era chiarissimo già dal giorno prima, da lunedì, quando nell’Assemblea della Lega Serie A il Chief Executive Officer Guido Fienga ha preso parola e posizione contro la presenza delle big three nel campionato di Serie A, sottolineando la differenza di budget e di programmazione fra chi potrebbe contare su 350 milioni garantiti ogni anno dalla Superlega e chi dovrebbe attestarsi su numeri paragonabili forse a un terzo o meno di quel valore. Ricevendo da Agnelli come risposta un riferimento allo scarso numero di volte in cui negli ultimi 80 anni hanno vinto squadre diverse da Juve, Milan e Inter.
Eppure era stata proprio una telefonata di Andrea Agnelli, qualche settimana fa, a convincere Dan e Ryan Friedkin a rivedere la posizione del club sui diritti televisivi, spostando il voto da contrario a favorevole a Dazn, che ha convinto l’intero fronte contrario a riposizionarsi.
Ma stavolta è andata diversamente. E particolarmente significativo è che la semifinale di Europa League, tra dieci giorni, la metterà di fronte a un altro club che ha votato il progetto, il Manchester United.