
Corriere dello Sport (L.Scalia) – Un passato nella Torino granata, ma soprattutto un presente nella Roma giallorossa. La conseguenza è un’antipatia viscerale che non riesce proprio a trattenere nei confronti della Juventus, l’asso pigliatutto con lo scudetto, la Coppa Italia e la finalissima di Champions League da disputare contro il Real Madrid. Bruno Peres ha lanciato una frecciatina per nulla politically correct agli avversari di sempre: «La Juventus ha una bella squadra, ha sbagliato poco e quindi ha meritato di vincere il campionato. Però tifiamo affinché non centri il triplete, così siamo contenti». Niente filtri per il terzino di spinta che dunque a Cardiff spera di vedere Higuain e compagni in lacrime. Non di gioia…
FUORI DAL GIRO – Bruno Peres, alla sua prima stagione a Trigoria, ha perso posizioni nelle preferenze di Spalletti nell’ultimo periodo, da quando l’ossessione secondo posto è diventata l’unica priorità. Il brasiliano traccia un bilancio della sua annata, condizionata da prestazioni convincenti e altre meno: «Non sono mai soddisfatto – ha detto a margine del workshop sulla problematica razzismo andato in scena all’Università Tor Vergata – nella vita bisogna sempre puntare a fare qualcosa in più. Quando ti accontenti c’è qualcosa che non va. Io ho ancora quattro anni di contratto, voglio fare molto di più e rimanere perché mi trovo bene. Sono contento fino a un certo punto. Perché ultimamente non sto giocando? Bisogna chiederlo a Spalletti. Ha cambiato modulo, rispetto le scelte, io resto a disposizione e lavoro per aiutare i miei compagni. Se gioco o non gioco devo comunque farmi trovare pronto se serve alla squadra».
ESEMPIO TOTTI – Immancabile un pensiero su Francesco Totti, omaggiato anche dall’altra metà di Roma. «Se i tifosi della Lazio hanno fatto uno striscione per salutare Totti non possiamo che essere felici – chiude Peres – perché lui è un grande calciatore e un esempio per tutti, anche per i nostri rivali. Nessuno se lo aspettava questo gesto. Adesso c’è ancora una partita da vincere, poi Francesco parlerà del suo futuro».