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Pellegrini e rigori come sentenze

Pellegrini e rigori come sentenze

Corriere dello Sport (M. Costanzo) – Mi auguro fortemente che Francesco Totti chiarisca e venga fuori da questa faccenda che riguarda il gioco d’azzardo. Pare infatti che l’antiriciclaggio stia studiando i suoi conti. D’altra parte non è un “vizio” solo di Francesco, quello di aver voglia di giocare d’azzardo. Diciamo la verità; anche giocare a pallone è un gioco dove si vince e si perde e quindi ogni volta che comincia una partita è un azzardo: si può vincere e si può perdere. Tra i tanti titoli sportivi leggo: “Alla Roma basta un rigore. Pellegrini stende il Bologna”. Devo essere sincero: non mi sembra una grande novità. Se uno che è bravo a tirare i rigori segna, la squadra va in vantaggio. È palese che non ci stiamo inventando niente di nuovo.

No, Vialli non era della Roma, ma è stato un grandissimo campione e ci dispiace perciò della sua prematura scomparsa. Quando giocava nella Juve o nella Sampdoria ci ha fatto spesso emozionare.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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