
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Un po’ trequartista e un po’ mediano. Niente di nuovo, esattamente quello che gli chiede Spalletti ogni volta. Domani, però, sarà una volta diversa, forse più importante delle altre. Perché oltre che aggredire e coprire, stavolta Radja Nainggolan dovrà anche soffocare le idee di Biglia, il fulcro del gioco della Lazio, su cui il Ninja avrà un’attenzione particolare in ogni momento in cui entrerà in possesso del pallone. Un po’ come la scorsa stagione, quando un derby Nainggolan lo giocò anche da capitano. «Fu emozionante, come lo è essere capitano – dice il belga a Sky Sport – Tanto più quando hai due capitani come Totti e De Rossi. Li vedo tranquilli, ci daranno una mano». Nainggolan si dimentica del terzo, di Florenzi. Ma forse è solo un lapsus o forse è una dimenticanza voluta, semplicemente per il fatto che Florenzi non ci sarà e Radja vuole entrare già da ora dentro la partita. E basta.
ASPETTATIVE – «Entrambe le squadre hanno motivi per guardare alla vetta – continua Nainggolan –. Il derby è sempre importante, vincere conta. La Lazio sta facendo un buon campionato, ma resta sotto di noi in classifica, il che vuol dire è buono anche il nostro. Se giocheremo come sappiamo possiamo vincere». Nonostante la sfortuna abbia estromesso Salah e i tifosi giallorossi non ne vogliono sapere di tornare nella Sud. «I tifosi ci mancano. Hanno i loro principi e noi li rispettiamo. Ma non è facile giocare senza la curva». E non sarà facile neanche se la Roma ripeterà la prestazione con il Pescara. «Lì ci siamo rilassati, stavolta non dovrà succedere e dovremo essere concentrati tutta la partita».
RINCORSE – Ed allora la Roma si aspetta qualcosa di speciale dai suoi uomini chic. Come Dzeko («rispetto allo scorso anno non è cambiato niente se non i gol, il suo impegno è sempre stato massimo») e come Strootman, uno che vive di personalità e di orgoglio. «Dopo un infortunio del genere non è facile ritrovare la forma. Dobbiamo dargli tempo, ma per me sta già facendo troppo, considerato quello che ha passato». Un po’ lo aiuta anche lui, facendo qualche rincorsa in più e cercando di tamponare dove serve. «Cerco di dare il massimo. Giocare da trequartista mi piace: arrivo di più davanti alla porta, anche devo migliorare».
BYE CHELSEA – Ed allora il derby e poi Milan e Juve, roba da far tremare i polsi. «Dicembre sarà un mese difficile, ci dirà che potenzialità abbiamo». Con tanti saluti al Chelsea, almeno per ora. «Nessun rimpianto per il no agli inglesi, sono felice della scelta fatta. Qui si può vincere e voglio riuscirci. La Juventus, d’altronde, ultimamente sta faticando, ma dipenderà anche da noi». Ad iniziare dal derby. Una partita di quelle che si giocano soltanto per vincere.