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Dzeko senza limiti. Da Cavani a Higuain li ha già presi tutti

Dzeko senza limiti. Da Cavani a Higuain li ha già presi tutti

Corriere Dello Sport (R.Maida) – Dzeko più in alto di tutti. Non ancora, a Verona è salito sullo stesso livello di quattro fuoriclasse dell’area di rigore, ma a una giornata dalla fine del campionato può puntare un record impressionante: se segnerà anche solo un gol al Genoa, a margine del Tottiday e dell’auspicato ritorno in Champions League della Roma, Dzeko toccherà quota 39 coppe incluse, diventando il giocatore del calcio italiano più prolifico di tutti i tempi nell’ambito di una sola stagione.

CONCORRENZA Dzeko meglio di Higuain, quindi, anche se a qualcuno verrà da sorridere. Il Pipita giusto l’anno scorso stabilì il record di reti della Serie A, 36, a cui aggiunse 2 gol in Europa League per raggiungere la cifra complessiva di 38. Gli stessi di Dzeko, che è arrivato a 28 + 10. Ma Dzeko è nelle condizioni di migliorare quella quota che neppure Valentin Angelillo e Gunnar Nordahl, negli Anni 50 rispettivamente con Inter e Milan, sono riusciti a superare. Il numero 38 è stato il massimo possibile anche per Edinson Cavani, altro campione infinito, nella sua ultima stagione a Napoli.

ESTEROFILIA – E’ la dimostrazione che, tradizionalmente, i primati realizzativi da noi vengono stabiliti da attaccanti stranieri. Ed è la conferma che Dzeko, in questo lotto ristretto di concorrenti, ci sta benissimo a dispetto delle delusioni del primo anno romanista. Stavolta non è riuscito a vincere lo scudetto al secondo colpo, come invece aveva fatto a Wolfsburg e a Manchester, ma ha stabilito il primato personale di reti, migliorando i 36 stagionali del 2008/09 in Germania, e ovviamente quello societario della Roma che resisteva dai tempi di Pedro Manfredini, quindi dalla stagione 1960/61. Adesso è a un passo dal primato romanista di Rodolfo Volk, capace nel 1930/31 di segnare 29 volte in campionato (occhio però che secondo gli statistici di Trigoria, molto scrupolosi, i gol sarebbero 30) e nel frattempo ha agganciato un altro professionista del settore, Enrique Guaita (28 reti nel 1934/35). Come è facile osservare, Dzeko ha demolito a uno a uno una serie di obiettivi mai scomodati nel corso dei decenni.

CONTINUITA’ – «Edin potrebbe giocare in qualunque squadra del mondo. Non è facile trovare centravanti che abbinino fisicità alla velocità» ha osservato sabato Spalletti dopo la vittoria contro il Chievo, che Dzeko ha farcito con un gol e un assist. E il merito di una stagione così elettrizzante, «la migliore della mia carriera», va cercato anche nell’integrità fisica. Mai Dzeko aveva giocato 50 partite con un club in una stessa stagione. Tra tutti gli impegni ufficiali della Roma ha saltato integralmente soltanto la sfida della scorsa settimana contro la Juventus e due serate ininfluenti in Europa League (Astra Giurgiu e ritorno degli ottavi con il Villarreal). L’unico infortunio è stato la leggera lesione al polpaccio capitata a San Siro, dove comunque aveva segnato una doppietta. Come si arriva a questi livelli a 31 anni? Dzeko aveva lavorato duramente in estate, prima ancora che cominciasse il ritiro di Pinzolo, una volta che aveva deciso di rimanere alla Roma. Seguendo una dieta specifica, ha eliminato qualche chilo di massa grassa presentandosi a Spalletti rigenerato dalle vacanze. Si è capito subito, sin dai primi test in Trentino, che Spalletti avrebbe scoperto un calciatore diverso: in gol contro quasi tutti gli avversari affrontati nella preseason, compresa la tournée americana, Dzeko è stato il centro nevralgico, più che il centravanti, della nuova Roma. Nonostante qualche partita deludente (esempio: quattro derby, zero gol) ha conservato uno standard di performance talmente alto da farsi perdonare persino lo sfogo di Pescara, quando reagì male a una sostituzione di Spalletti. E adesso, o meglio domenica, attacca gli ultimi record possibili.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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