
Corriere dello Sport (R.Maida) – L’hanno informato mentre era in viaggio per Udine delle parole di Spalletti, che in qualche modo gli attribuisce il ritardo in classifica della Roma rispetto al recente passato in cui «si lottava per lo scudetto». Eusebio Di Francesco ha allargato le spalle perché in questo momento, in questa vigilia, di entrare in polemica con chicchessia gli interessa poco. Si tratti di Spalletti, con il quale da tempo non c’è un grande rapporto, oppure di Strootman che venerdì aveva lanciato sinistri strali sulle potenzialità finanziarie del club: «A Roma ci perdiamo troppo spesso in chiacchiere, invece è ora di passare ai fatti. Dico solo che per giocare a calcio bisogna essere ambiziosi. Concentriamoci sull’Udinese, poi sullo Shakhtar, senza distrarci con questioni meno importanti. E’ questo il messaggio che voglio trasmettere alla squadra tutta, non a Strootman».
COSTRUZIONE – Monchi in settimana ha garantito che Pallotta si sta attrezzando per vincere: «Stiamo lavorando per creare qualcosa di importante. Spero che i risultati arrivino il prima possibile ma condivido lo spirito positivo proiettato verso il futuro: senza provare e senza costruire non si ottiene nulla». Nemmeno lui però si aspettava di essere così lontano dall’area scudetto: «Abbiamo perso per strada dei punti, per negligenza e anche per un pizzico di sfortuna, che però è determinata dagli atteggiamenti non corretti. E’ vero, sotto certi punti di vista in alcune partite siamo mancati. Non mi riferisco alle ultime due, in cui comunque abbiamo fatto il dovere, ma a quelle prima. Il risultato è un distacco dal vertice superiore a quello che mi sarei aspettato. Non era possibile annullarlo ma diminuirlo sì. E siccome sono l’allenatore, io sono tra i responsabili di questa situazione».
FIDUCIA – Il problema della sua Roma è nell’incapacità di fornire performance di qualità: «A volte giochiamo bene nel primo tempo, a volte nel secondo. Ci manca la continuità. Mi auguro di ritrovarla presto perché la mia filosofia mira a vincere le partite attraverso il gioco. Non sempre è successo quest’anno. Ma è anche successo di fare buone prestazioni raccogliendo poco o niente». Manda anche un altro segnale a giocatori, tifosi e stampa: «Tra pochi giorni abbiamo un ottavo di Champions. Non è il caso di essere pessimisti, non siamo mica fuori da tutto. Adesso dobbiamo guadagnare più punti possibile in campionato per recuperare il terreno perduto». A confortarlo ci sono i precedenti dei suoi anni a Sassuolo: la sua media-punti, secondo uno studio, è sempre aumentata dopo la ventiquattresima giornata: da1,2 a 1,4 nel 2013/14; da 1,08 a 1,73 nel 2014/15; da 1,4 a 2 nel 2015/16; da 1,17 a 126 nella scorsa stagione.
LE SCELTE – In vista di tre partite molto importanti in 9 giorni contro Udinese, Shakhtar e Milan, Di Francesco torna ad avvalersi del principio di alternanza: saranno almeno quattro i cambi di formazione rispetto al Benevento, con la conferma del 4-2- 3-1. «In questo momento non è il caso di cambiare ancora. Di sicuro la squadra si è arricchita di conoscenze attraverso la variazione del modulo: ci consentirà di fare più cose da ora in poi. L’obiettivo è tornare quelli dell’autunno, quando ruotavo i giocatori ottenendo buone risposte da tutti. Sicuramente adesso bisogna sfruttare la rosa, con tante partite ravvicinate». Ci sarà spazio per Schick in questo ciclo, anche se non è pensabile vederlo a Udine in campo dall’inizio: «Ho notato che è in crescita sia sul piano fisico che mentale. E’ un calciatore ritrovato sotto ogni aspetto». Al contrario dell’ultimo arrivato, Jonathan Silva, che ancora non si è mai allenato con la squadra. Sarebbe servito eccome oggi, come alternativa di ruolo a Kolarov: «Dal ritorno da Udine comincerà ad aumentare il lavoro. Ma c’è un percorso da seguire perché possa inserirsi nel nostro gruppo».