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Milan corto e compatto a sorprendere la Roma. Che vince aggredendo

Milan corto e compatto a sorprendere la Roma. Che vince aggredendo

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La Gazzetta dello Sport (V.D’Angelo) – Se questa era davvero la prova di maturità, beh, il Milan di Montella può ritenersi comunque promosso. Al di là del risultato, i rossoneri hanno ben impressionato per equilibrio tattico e personalità, con le quali hanno messo in crisi per un tempo una Roma sempre vittoriosa all’Olimpico in campionato: 7 partite e altrettanti successi prima di ieri, con 23 gol fatti e 6 subiti. E dopo ieri c’è di più: la Roma ha vinto le ultime 11 partite casalinghe in A (compresa la scorsa stagione), e non perde in casa da 20 turni. E allora ti aspetti che la Roma possa dominare con ritmo e forza fisica, con gli strappi centrali di Nainggolan, le invenzioni in fascia di Perotti e la potenza fisica – unita alla straordinaria media realizzativa di questi mesi – di Edin Dzeko. E invece nella prima metà di gara sono i tre giovanissimi centrocampisti del Milan a dettare i ritmi della gara, mettendo in crisi Strootman e De Rossi, più abituati alle gare da vertice. La Roma parte col 4-2-3-1, che sa spesso trasformarsi in 3-4-2-1, con Emerson molto alto a sinistra a sfruttare gli accentramenti di Perotti. Ma dall’altra parte Pasalic, Locatelli e Bertolacci non si fanno mai trovare fuori posizione, aggrediscono alti i centrocampisti avversari, arginando alla fonte il gioco della Roma. E poi sono sempre pronti a ribaltare l’azione e a inserirsi senza palla, offrendo ai compagni di squadra più soluzioni negli ultimi 25 metri. Bertolacci e Locatelli, ad esempio, hanno vinto tre contrasti a testa, costruendo una occasione.

RACCORDO – Prezioso è stato il lavoro di raccordo garantito da Suso, bravo a partire largo a destra e a stringersi velocemente tra le linee. L’azione di ribaltamento del Milan è partita quasi sempre così, appena azionato Suso sulla trequarti. Bertolacci accompagnava l’azione a sinistra, formando un pericolosissimo triangolo offensivo con Lapadula, sempre bravo a venire incontro per offrire la sponda o aggredire con i tempi giusti la profondità. Emblematica l’azione che ha portato al rigore per il Milan. Locatelli ha pescato Suso, tocco di prima sulla corsa di Bertolacci e filtrante con i giri giusti a premiare il taglio di Lapadula. Montella l’aveva studiata così, puntando sull’ottimo momento di forma dello spagnolo e sulla sua imprevedibilità. Suso però ha perso la sfida della fantasia con Perotti: per l’argentino 2 tiri, 5 sponde, 3 cross e 2 dribbling; per Suso un tiro, un cross, una sponda e 5 dribbling.

SCOSSA – La Roma si è riassestata all’intervallo, quando Spalletti ha avuto modo di dare nuove direttive ai suoi. Perso Peres per infortunio, Perotti è stato dirottato a destra, con El Shaarawy sul versante opposto. Ma è stato il cambio di marcia di De Rossi e Nainggolan a permettere alla Roma di aumentare i giri del motore, invadendo con maggior costanza la metà campo rossonera. Recupero di palla alto e ripartenze fulminanti. De Rossi ha vinto tre contrasti in mezzo al campo e recuperato 9 palloni, intercettando 5 passaggi. I recuperi di Nainggolan sono stati invece 7, ma decisive sono le tre occasioni create e gli strappi sulla trequarti. Come in occasione del gol. Certo, poi bisogna avere la cattiveria e la precisione di Radja – al primo gol in 12 sfide contro i rossoneri – per affossare le certezze del Milan e presentarsi allo Juventus Stadium da prima rivale dei bianconeri nella corsa al titolo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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