Il Messaggero (S. Carina) – Ufficialmente è un viaggio volto soltanto ad ascoltare possibili offerte per alcuni elementi della rosa. Ma visto che normalmente è il richiedente che si muove verso l’offerente e non viceversa, è lecito attendersi che il blitz di Pinto Londra – al netto delle smentite che arrivano da Trigoria – abbia come obiettivo sia vendere che capire i margini di operatività su Scamacca.

Il gm portoghese da oggi sarà nella City dove dovrebbe fermarsi per l’intero week-end. Probabilmente avrà modo d’incrociare Mourinho che ieri, dando seguito a quanto già si sapeva dalla scorsa settimana, ha incontrato il presidente dell’Al Alhi. La Roma deve rientrare di 30 milioni di plusvalenze entro fine mese. E se almeno un terzo potrebbero arrivare da Volpato (in stato avanzato la cessione al Sassuolo per 9 milioni) e Missori (c’è anche un sondaggio della Juve), gli altri dovranno essere ricavati dalle cessioni degli esuberi.

Il riferimento è a Kluivert (avviata una trattativa con il Bornemouth che vorrebbe trattenere anche Viña) ma non solo. Karsdorp è un altro calciatore che in Premier potrebbe avere mercato. Alcuni media inglesi lo hanno avvicinato al West Ham, nell’ambito della trattativa per Scamacca. Destinazione credibile se non fosse che la Roma punta ad ottenere il centravanti soltanto in prestito, al quale aggiungere al massimo un diritto di riscatto (gli Hammers puntano invece a vincolare il riscatto).

Premier che non dovrebbe essere invece la destinazione di altri cavalli di ritorno tipo Villar e Carles Perez. Per il secondo, ci sono interessamenti del Maiorca e dell’Almeria, oltre al Celta Vigo che avendo fatto cadere l’opzione di riscatto a 10 milioni, sta provando a strapparlo a costi vantaggiosi. Non gli 8 richiesti da Pinto.

Per capire le difficoltà che la Roma è costretta ad affrontare con il nuovo settlement agreement sottoscritto mesi fa, c’è il parametro che il costo della rosa nel 2023 diventerà poi il riferimento da tenere in considerazione per il 2024. Tradotto: Pinto deve quindi vendere ma non troppo. Pena la possibilità d’inserire altri atleti nella lista Uefa (come accaduto ad esempio a gennaio con Solbakken).

Senza contare che poi il prossimo anno sarebbe costretto ad abbassare ulteriormente i costi, privandosi di ulteriori elementi. Lavoro che ha come traguardo finale il 2026 quando la somma del deficit aggregato non dovrà superare 60 milioni. Londra diventa quindi un crocevia. In uscita, certamente, ma anche in entrata. Perché prendere un centravanti di valore in prestito come Scamacca, non capita tutti i giorni.