Gravina ai calciatori: “Assurda la loro protesta mentre il paese riparte”

Il presidente della Figc: "Sarebbe paradossale pensare ad uno sciopero oggi che il Paese cerca di ripartire".

di Redazione

La Repubblica (M. Pinci) – I calciatori sono sul piede di guerra e parlano di stupore e imbarazzo, dopo che la Figc ha autorizzato i club ad iscriversi anche se non pagheranno gli stipendi di marzo e aprile, purché versino (entro il 31 agosto) quelli di maggio e aprano un contenzioso sulle altre due mensilità, quelle che dovevano essere oggetto di un taglio concordato che non c’è poi mai stato. C’è persino chi minaccia lo sciopero. Per Gravina la situazione è chiara: “Sarebbe paradossale pensare ad uno sciopero oggi che il Paese cerca di ripartire. Noi non abbiamo autorizzato i club a non pagare, sarà il Collegio arbitrare a decidere sui contenziosi relativi al taglio degli stipendi. Auspicavamo un accordo sui tagli tra leghe e Assocalciatori ma non c’è stato verso. Peraltro resta l’obbligo di pagare tutti gli emolumenti a chi ha un contratto al minimo federale”. Ma ai calciatori non basta, e in consiglio hanno chiesto fondi straordinari da aggiungere alla cassa integrazione per chi gioca in C.