La Repubblica (P. Torri) – Vincere a Bergamo tifando Atalanta. È la sintesi Champions della Roma dopo il pirotecnico pareggio con la Juventus all’Olimpico. Crediamo che il concetto possa essere chiaro per chi ha conoscenza e confidenza con il calcio, ma per chi magari è uno spettatore meno attento alle dinamiche pallonare e quindi legittimato a pensare che chi scrive è affetto da una precoce e irreversibile demenza senile, proviamo a spiegare.

Partendo dal fatto che l’obiettivo dichiarato della squadra allenata da Daniele De Rossi dal sedici gennaio scorso (trentuno punti in quindici partite) dopo il ridondante esonero di José Mourinho, è la qualificazione alla Champions. Obiettivo che quest’anno può essere centrato anche arrivando al quinto posto finale, grazie al ranking Uefa che, in considerazione dell’allargata e nuova Champions League che partirà nella prossima stagione, ha garantito ai club tricolori un posto supplementare nella coppa più coppa (e più ricca) che c’è.

Quinto posto attualmente occupato dai giallorossi, ma che deve essere considerato virtuale visto che l’Atalanta ha una partita da recuperare (con la Fiorentina), gara che, si spera anche se il ritardo è da considerarsi già colpevole e inaccettabile, la nostra Lega calcio ci faccia sapere quando, entro questo millennio, sarà giocata. Quindi non ci vuole il quoziente d’intelligenza di Einstein, per capire che per difendere dalla truppa di Gasperini quel quinto posto che vale più o meno una sessantina di milioni che sarebbero ossigeno puro per l’affaticato (eufemismo) bilancio romanista, la Roma è chiamata ad andare a vincere domenica prossima sul campo dell’Atalanta.