Il Messaggero (A. Angeloni) – Sembra la Roma di Mourinho, che bada al sodo e meno allo spettacolo. Si rivede anche Smalling (titolare dopo 5 mesi e mezzo) nella difesa a tre nella quale si sente a suo agio, a José tanto era mancato che lo vedeva ormai come un traditore e qualcuno ieri lo ha fischiato. Sembra la Roma di Mourinho pure per le magie di Dybala, quell’uomo della connessione tra la linea dei trequartisti e gli attaccanti. Paulo ne segna tre, per la prima volta da quando veste la maglia della Roma e nella partita col Torino è un po’ tutto, trequartista e attaccante, ha corso e inseguito tutti fino alla fine. Dybala, nuovo capocannoniere della Roma con 11 re ti in campionato, logora chi non ce l’ha, uno come lui in queste serate aiuta molto: è l’uomo che pulisce una gara sporca, la spinge, la indirizza e la mette al sicuro.

La Roma va oltre le difficoltà, che De Rossi si aspettava. Se De Rossi porta a casa la sua quinta partita su sei in campionato, un motivo ci sarà. In questa occasione, Daniele dimostra come non esistano nella sua testa preconcetti su un modulo e che si possa interpretare una gara in maniera diversa, con maggiore umiltà. Non era il caso di puntare allo spettacolo, le gambe potevano essere imballate, nonostante i cinque cambi effettuati rispetto alla sfida di giovedì in Europa League. La mezza spiata raccolta alla vigilia da Juric deve aver dato i suoi frutti. Il primo tempo del Toro è quasi un libro scritto: la Roma, schierata con i tre difensori centrali, aspetta i due attaccanti granata e se ne trova molto spesso uno, Sanabria; Zapata parte da lontano, si sposta da sinistra a destra, con Mancini che finisce senza uomo e posizione.

Paredes ha meno soluzioni verticali ed è meno appariscente. Cristante rincorre più che andare a riempire l’area, Pellegrini non sembra lui, vaga senza trovare lo spunto giusto. Il gol arriva su calcio di rigore, tirato perfettamente da Dybala, che fa sentire Milinkovic-Savic piccolo piccolo. Quando ti aspetti la rivoluzione, come a Frosinone, ti accorgi che De Rossi non è d’accordo. Stessa squadra e stesso atteggiamento, ma a ritmi diversi. Il Toro cala e pressa meno, la Roma trova la doppietta con due giocate di Dybala. La prima con un piazzato dal limite dell’area, la seconda con un diagonale do po uno scambio con Lukaku, entrato per Azmoun.