CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Più che un ruolino di marcia, si tratta di un ritmo puntuale. La Roma da inizio campionato macina punti contro le medio-piccole, almeno quelle che la classifica considera tali. Imporsi sulle squadre che avevano un disperato bisogno di punti è diventato necessario alla luce delle difficoltà – parzialmente risolte nel girone di ritorno – contro le grandi. L’andamento dei capitolini fa davvero impressione. Su 39 punti a disposizione contro le formazioni che si trovano nella parte destra della graduatoria, quindi dall’undicesimo posto in giù, ne hanno infatti portati a casa 33, frutto di 11 vittorie contro Lazio (1-0), Parma (2-1), Cagliari (2-0), Torino (2-0), Genoa (3-1), Fiorentina (2-1), Cremonese (3-1 all’andata, 3-0 al ritorno), Lecce (2- 0), Pisa (1-0) e Verona (2-0).

Le reti segnate sono state 23, sul totale di 37, quelle subite appena 3, alle quali vanno aggiunte le tre incassate nelle sconfitte con Torino, Cagliari e Udinese (tre 0-1). Contro il Genoa di De Rossi, attuale quindicesima forza del torneo, c’è la prospettiva di mantenere questo trend per presentarsi al prossimo scontro diretto, ComoRoma, nella peggiore delle ipotesi con lo stesso distacco dalle inseguitrici. Se è vero che la qualificazione in Champions si costruisce soprattutto contro le squadre più deboli, la Roma può certamente inseguire il proprio obiettivo ottimisticamente visto lo score di 2,36 punti a gara con queste avversarie.

La media scende in picchiata a 1,28 considerando invece le 14 partite disputate contro le compagini che attualmente si trovano in top 10. In queste sfide – dalle due contro Napoli, Milan, Juve, Sassuolo e Udinese ai singoli confronti con Inter, Bologna, Como e Atalanta – la formazione di Gasperini ha portato a casa appena 18 punti, restando in linea con la media “storica” romanista, cioè quella relativa alle ultime sei stagioni, di 91 punti in 90 confronti diretti con le big italiane che sono state almeno una volta in Europa.