
Il Mattino (R.Ventre) – Il Napoli crolla in maniera verticale ed è un colpo durissimo in chiave scudetto. Il sabato è nero come la pece: le avvisaglie con il gol di Dybala in pieno recupero contro la Lazio, l’ennesima vittoria della Juve che si avvicina a meno uno e deve recuperare la gara con l’Atalanta. Poi il disastro degli azzurri, solo generosi ma poco altro contro la Roma: la brutta copia della squadra ammirata in tantissime occasioni. La formazione di Di Francesco stravince trascinata da super Dzeko, quella di Sarri prende quattro gol tutti in una volta: la difesa bunker diventa fragilissima e si spezza come un grissino.
DIFESA A PEZZI – Un’ecatombe della linea a quattro, ma sicuramente mal supportata nel lavoro di copertura sia dai centrocampisti che dagli attaccanti. Confusionari gli azzurri in fase offensiva con Mertens a segno in pieno recupero ma in grande difficoltà per tutta la partita e soprattutto poco incisivi in fase di non possesso. Solo Insigne gioca sui livelli abituali lottando come un leone e provandoci a ripetizione. Un passo indietro di tutti quanti gli altri, la coppia centrale difensiva Albiol-Koulibaly soffre la fisicità di Dzeko e i tre centrocampisti (Zielinski-Jorginho e Allan) subiscono il fraseggio dei giallorossi. Un Napoli incredibilmente molle che di colpo perde intensità e le sicurezze del suo gioco azionato a memoria: una mazzata durissima anche per il morale che arriva dopo dieci vittorie consecutive.
TORRE DZEKO – Il bosniaco si risveglia al San Paolo e colpisce di testa: troppo semplice lo stacco vincente a centro area per il sorpasso dopo l’uno-due iniziale di Insigne e Under (deviazione di Mario Rui). Ai giallorossi riesce la loro giocata migliore, responsabilità della difesa azzurra: Mario Rui lascia spazio al cross di Florenzi e Albiol in anticipo stacca male e viene sorpreso alle spalle dal centravanti giallorosso. Edin si risveglia da un periodo di torpore e colpisce dopo un anno ancora a San Paolo. Le pecche in fase difensiva nell’azione del suo primo gol sono però evidenti: manca infatti la necessaria ferocia sul portatore di palla avversario per portare via tempi e spazi. Troppo spazio lasciato poi da Koulibaly sul secondo gol di Dzeko, il terzo per la Roma, che gira in porta senza pressione.
INSIGNE ESPLOSIVO – Lorenzo è incontenibile fin dalle prime battute: è lui a bombardare Alisson da tutte le posizioni. Il portiere brasiliano è super in più di una circostanza. L’idea di attacco prevede la soluzione al tiro soprattutto di Insigne, nei primi 45 minuti Dries lo fa solo una volta con un diagonale che esce di un soffio e poi col la rete nel recupero. Insigne invece ci prova a ripetizione: il duello con il portiere brasiliano è continuo e le parate del numero uno giallorosso sono strepitose. Decisivi anche i duelli sulle fasce, arrivano proprio da lì le prime due reti del match. Mario Rui fa il vuoto e serve un pallone d’oro a Lorenzo che la gira di piatto in rete. Appena dopo la situazione si ribalta ed è Under a sfondare da quel lato, il tiro cross rimbalza sul portoghese e beffa Reina. Con il passare dei minuti l’azzurro cala vistosamente e la Roma continua a fare molto male.
CROLLO A CENTROCAMPO – Jorginho è ingabbiato, Dzeko scherma il primo passaggio e soprattutto Strootman gli va subito in pressing per sporcargli le traiettorie. La manovra così è poco fluida, anche perché manca l’altro palleggiatore Hamsik: al suo posto c’è Zielinski portato più ad attaccare che a difendere e infatti in quella zona di campo la Roma è particolarmente insidiosa. Dall’altra parte Allan è meno lucido del solito anche se prova ad aiutare Hysaj nella marcatura non semplice su Perotti che firma la quarta rete della Roma. Nella ripresa il Napoli aumenta un po’ l’intensità. Callejon, anche lui in ombra rispetto al solito, colpisce il palo direttamente da calcio d’angolo. Però la Roma si ripropone in contropiede. Tocca ad Hamsik che entra subito nel vivo: suo subito un invito al bacio per Insigne, il cui tiro a giro si perde di un soffio. Gli azzurri provano a ritrovare la luce a centrocampo, reparto dove c’è la sofferenza maggiore perché De Rossi, Strootman e Nainggolan oltre ad interrompere il gioco ripropongono sempre il fraseggio palla a terra provando a non buttarla via. Il Napoli non riesce a riportarsi in partita mentre la Roma colpisce ancora. Sarri prova la carta disperata inserendo Milik, si passa al 4-2-3-1 ma ormai la sconfitta è sancita. L’incrocio con le romane ha un effetto devastante: la Juve prosegue la sua marcia senza intoppi mentre il Napoli cola a picco.