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Jorginho: «Dybala non ci ha condizionati, questo gruppo resterà in alto»

Jorginho: «Dybala non ci ha condizionati, questo gruppo resterà in alto»

Il Mattino (R.Ventre) – Quattro gol tutti in una volta, un crollo verticale della difesa. La coppia centrale Albiol-Koulibaly sprofonda e soffre la fisicità di Dzeko: lo spagnolo e il senegalese avevano assicurato sempre grande compattezza e con l’ex centrale del Real Madrid in campo il Napoli non aveva mai preso gol nel 2018. Invece contro la Roma è stato buio pesto: un passo indietro da parte di tutti e non solo dei due difensori centrali, ma anche dei due terzini, soprattutto di Mario Rui che ha sofferto da morire Under, e di Hysaj dall’altro lato con Perotti. Errori individuali e di reparto, una sofferenza continua, praticamente per l’intero match contro i giallorossi.

Gli azzurri avevano incassato 15 reti in 26 partite e ne hanno subite addirittura quattro in novanta minuti. Un’incredibile involuzione non solo del reparto arretrato ma di tutta la squadra in fase di non possesso: troppo lunghe le distanze tra reparti e così i giallorossi sono riusciti ad esaltare il fraseggio a centrocampo e l’incisività dei tre attaccanti. Non ha funzionato il pressing sui portatori di palla avversari, in questo senso sono stati saltati con maggiore facilità nel lavoro di schermo prima i tre attaccanti e poi i tre centrocampisti azzurri: poco filtro per arginare la manovra della Roma. Il Napoli ha perso compattezza, mentre questa è stata la caratteristica migliore della squadra di Di Francesco.

Il Napoli difende di squadra e quando c’è intensità da parte di tutti la linea a quattro viene esposta meno nell’uno contro degli avversari: invece con un passo indietro da parte di centrocampisti ed attaccanti in termini di aggressività sui portatori di palla avversari si è sgretolato tutto il castello difensivo del Napoli.E sui gol ovviamente si sono aggiunti errori individuali: sul primo di Under è beffarda la carambola su Mario Rui ma l’attaccante turno riceve palla con troppa facilità. Sul 2-1 realizzato di testa di Dzeko i giallorossi sono riusciti a mettere insieme 18 passaggi di fila, prima dello stacco vincente del bosniaco: la prova evidente che non hanno funzionato i movimenti difensivi di squadra prima dell’errore finale di Albiol che si è fatto scavalcare dalla parabola prima dell’impatto di Edin. L’ariete giallorosso ha avuto poi troppo spazio da Koulibaly per poter girare nell’angolo sul terzo gol giallorosso e squadra troppo sbilanciata sulla quarta rete di Perotti. Oltre ai gol la Roma è riuscita a rendersi sempre incisiva ogni qual volta si è proposta in attacco mettendo subito i brividi a Reina con il colpo di testa da pochi passi di Insigne. Troppi sbandamenti in fase difensiva e soprattutto troppa facilità della Roma ad entrare in area di rigore per colpire: situazioni di gioco che hanno agevolato l’esplosione di Dzeko tornato decisivo e nuovamente devastante al San Paolo. Una sconfitta pesantissima con la Juventus che ora si è avvicinata a un punto dal Napoli e deve recuperare la partita contro l’Atalanta, quindi potenzialmente a più due sul Napoli.

«Condizionati dal risultato della Juve? Non credo, mentre giocava avevamo già cominciato il riscaldamento, soltanto qualcuno tra i non titolari stavano vedendo. Ho visto una squadra che è entrata in campo bene. Abbiamo iniziato benissimo, giocando il nostro calcio in verticale e tra le linee. Gli episodi ci hanno condizionato ed abbiamo perso tranquillità, mettendo fretta nelle giocate e sbagliando le scelte», l’analisi di Jorginho, anche lui sotto tono rispetto alle prestazioni abituali. L’italo-brasiliano però non molla nel duello scudetto con la Juventus e invita tutti a crederci sottolineando il grande appoggio finale del pubblico. «Cambia la situazione? Facciamo male a pensare cosi: dobbiamo essere più sereni di prima e continuare a lavorare come fatto fino ad ora, con convinzione. Cosa non ha funzionato? Abbiamo sbagliato alcune scelte negli ultimi metri non attaccando tanto la profondità e non aggredendo bene le seconde palle. Purtroppo è arrivata la sconfitta e ci dispiace: ci ha fatto piacere vedere i tifosi che sono dalla nostra parte e ci hanno applaudito. Dobbiamo ringraziare e provare a regalare loro qualcosa di straordinario».

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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