Italia, prove tecniche di futuro

Il Messaggero (A. Angeloni) – Tre milioni da incassare, punti per il ranking e una brutta figura da evitare. L’amichevole contro la Turchia Konya dimentica il presente e si proietta nel futuro. E Mancini, nel bene e nel male, è ancora il direttore d’orchestra. A lui viene chiesto di ricostruire, una ripartenza in grande stile. Quello stile che è mancato a Palermo, anche per come gli azzurri hanno lasciato lo spogliatoio: sporco, in pessime condizioni. Per la seconda volta.

I club di serie A si sono messi di traverso, questo Turchia-Italia è un intralcio: hanno provato a recuperare qualche giocatore, in questo momento storico più utile per la prossima giornata di campionato (c’è Juve-Inter) che non per la Nazionale.

Qualche big ha mollato ed è già a casa (il web non ha perdonato, e sono arrivati insulti e offese), e non sono esclusi altri forfait, visto che la Nazionale lascerà Firenze dopo l’allenamento del mattino (a rischio Barella Gollini). Ieri al gruppo dei ritirati si è aggiunto Luiz Felipe, convocato e mandato in tribuna a Palermo.

C’è chi, per problemi fisici, ha dovuto abbandonare la barca nei giorni scorsi (vedi Mancini Berardi, oltre, appunto, all’italo brasiliano della Lazio), ma chi ha pensato di evitarsi lo scomodo viaggio non ha mostrato grande stile o senso di appartenenza in un momento delicato per la Nazionale. Un comportamento che ha fatto male alla Nazionale e che né Figc né il tecnico sono riusciti a evitare o lo hanno fatto solo in parte.

Il ct Mancini raccoglie i cocci e punta su quei senatori che ancora sono al suo fianco, vedi Chiellini Bonucci, in più ci sono i giovani che dovranno mettersi sulle spalle il peso della maglia della Nazionale. Domani toccherà a loro.

Mancio, lo ha detto lui stesso, deve pensare al futuro, a mettere le nuove basi: riparte da un attacco nuovo, Immobile Insigne ultimamente non sono stati all’altezza e forse è stato un errore insisterci troppo.

Al tecnico è mancato Chiesa, che solo parzialmente è stato rimpiazzato da Berardi, che ieri, con un post, si è scusato per l’errore del Barbera. Scamacca è il dopo Ciro, domani, al centro dell’attacco ci sarà il bomber del Sassuolo, 13 gol in campionato.

Mancini darà una chance anche a Zaniolo, convocato non partecipante fino a questo momento. Nicolò, talento cristallino, in azzurro fino a ora ha sempre faticato, un po’ per mancanza di opportunità, un po’ per qualche atteggiamento poco gradito dall’allenatore. Ma ora tutto è azzerato, dovrà cogliere l’occasione e dimostrare forza nonostante questa partita non abbia significato.

A sinistra, Raspadori (o Pellegrini), che in questi mesi dovranno studiare da vice Insigne, ormai con la testa in Canada. Anche il centrocampo ha perso i pezzi, Jorginho Verratti saranno sostituiti da Cristante, l’uomo buono per tutte le gestioni, più Tonali Pessina, e tutti e tre, chi con un ruolo più centrale, chi con uno più marginale, saranno presenti nella nuova Italia post disastro.

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