La Repubblica (P. Torri) – La condizione atletica di Lukaku. La controfigura di Smalling. E, soprattutto, la cadenza sempre più preoccupante di infortuni muscolari. Al punto da poter chiedere: ma non è che si è sbagliato qualcosa in un raffazzonato precampionato a proposito di preparazione atletica?

Partiamo dal primo indizio, la condizione di Lukaku. Qualcuno sosteneva che avrebbe avuto bisogno di un mese per tornare a essere vicino al suo top. Mou invece non solo lo ha portato in panchina contro il Milan, ma nel secondo tempo lo ha fatto pure entrare. Migliore in campo con una condizione migliore di quella dei compagni. Passiamo al secondo indizio, Il padrone della fase difensiva romanista, in queste prime settimane di calcio vero, più che una risorsa è stato un problema, conseguenza di una condizione fisica non solo scadente ma anche, e questo preoccupa, non in fase di miglioramento come invece dovrebbe essere in questa fase della stagione. Problematica che è stata riscontrabile in tutti i suoi compagni. Terzo indizio, gli infortuni.

Basta tutto questo per legittimare il pensiero che prima una preparazione atletica ai quaranta gradi di Trigoria e dopo nell’ormai conosciuto Algarve, non sia stata la scelta migliore? Si dirà: ma anche la passata stagione la Roma fece lo stesso percorso precampionato per poi reggere dignitosamente per cinquantacinque partite ufficiali.