Gervinho? Vuole farsi in quattro

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La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – Il poker non lo ha mai fatto. Ci è andato vicino, quando giocava nel Lille e poi nel febbraio 2014 con la Roma, ma Gervinho non è mai riuscito a segnare per quattro partite consecutive, tra campionato e coppe, e oggi ha una grande occasione. Quasi incredibile, ripensando a quattro mesi fa e a quella foto che ha fatto il giro del web in cui si vedeva l’ivoriano a Fiumicino pieno di bagagli. Partire è partito, Gervinho, ma è pure tornato. In tutti i sensi: dopo la prima disastrosa partita a Verona adesso ha la possibilità di realizzare qualcosa di mai fatto prima, quattro partite consecutive in gol.

A CACCIA – Al Carpi ha segnato, al Bate Borisov pure, al Palermo idem, adesso va caccia dell’Empoli del suo amico Skorupski. Non ha mai segnato ai toscani, affrontati in trasferta soltanto un anno fa, quando la Roma si impose 1-0 e i suoi compagni d’attacco erano Ljajic e Florenzi. Oggi avrà accanto Salah, ma visto che Totti sarà in tribuna e Dzeko in panchina toccherà ancora a lui giocare punta centrale. «Si diverte di nuovo ora», scrivevano in Africa qualche settimana fa nel raccontare la nuova vita del Gervinho romanista. Non che sia cambiato così tanto, copriva poco prima e copre poco adesso, anche se a Palermo Garcia ha detto che si è sacrificato molto in copertura, ma è tornato quel calciatore che fino a 12 mesi fa metteva paura gli avversari e contagiava i compagni col suo entusiasmo. Il Gervinho tornato scarico dalla Coppa d’Africa? Dimenticato.

COME IN FRANCIA – Così come sembravano dimenticati i tempi in cui, a Lille, era uno dei punti fermi della squadra: in passato riuscì a segnare consecutivamente a Valenciennes, Lione, Saint Etienne e Slavia Praga, ma non fece il poker perché in mezzo rimase a secco col Monaco. Quel giocatore rideva, segnava e faceva assist, questo sembra aver ritrovato talmente tanta fiducia da tentare persino gol di tacco. I fischi con cui era stato accolto contro il Carpi sembrano un ricordo, oggi lo aspetta un’altra accoglienza, ma lui stesso sa che la strada è ancora lunga. Ecco perché in questo momento mantiene un profilo basso, parla poco, per non dire nulla, e rimane concentrato.

PREPARAZIONE – A Garcia deve tanto, se non tutto, ma lui stesso ci ha messo del suo, visto che per la prima volta in tre stagioni di Roma è arrivato in anticipo per la preparazione e non ha mai saltato neanche un allenamento. Non solo: quando il mercato lo dava ancora sulla lista dei partenti lui si è isolato, si è affidato soltanto al tecnico e ai preparatori (e ad una persona di sua fiducia) e ha deciso di riprendersi la Roma. Se poi sarà così a lungo o se invece questo è un fuoco di paglia soltanto il tempo lo dirà, intanto oggi partirà titolare per la quinta volta in campionato.

BOMBER – Adesso Gervinho è il capocannoniere della squadra e anche questo, ripensando a quella foto con le valigie a Fiumicino, era impensabile. Ed era impensabile anche che il nuovo ruolo di terminale avanzato gli piacesse così tanto. «Io ho giocato molto bene — ha detto dopo Palermo —, ma anche e soprattutto la squadra, in attacco ci siamo mossi con i giusti movimenti e non abbiamo ripetuto gli errori di Borisov. Sono un attaccante e devo segnare, sono contento per i gol e per essere tornato al mio livello». Garcia, c’è da scommetterci, è ancora più contento di lui anche se ci ha tenuto a ribadire che «lui non è il mio cocco». Se però oggi Gervinho dovesse fare poker, e la Roma vincere, sarà festa doppia. Poco ma sicuro.

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