CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – C’è una coppa che Gasperini guarda come si guarda una rivincita personale. Tre finali perse bruciano ancora e questa Coppa Italia adesso non è più un dettaglio del calendario: è un’ossessione, un obiettivo. Anche perché arrivare fino in fondo significherebbe giocarsela all’Olimpico. Ma per inseguire davvero il trofeo servono gambe, forze fresche, alternative. Servono rinforzi per reggere l’urto di una stagione vissuta su tre competizioni. Il turnover è una necessità. E vincere, regalando all’ambiente romanista un trofeo nazionale che manca da 18 anni, avrebbe un valore che va oltre ogni calcolo.
“Con l’Atalanta per tre volte non sono riuscito a vincerla, è rimasto un grande rammarico. Sarebbe fondamentale giocare la finale in casa. Il percorso, però, da qui in avanti diventa impegnativo” – ha detto Gasp a SportMediaset. “Siamo una squadra atipica, o vinciamo o perdiamo. Tuttavia, dobbiamo essere contenti. 39 punti sono un bel bottino e ci permettono di affrontare tutte le competizioni con fiducia”.
Fiducia che passa anche dalla presenza della proprietà: “Stando qui a Roma può avere la percezione di quello che può servire a questa società. Non tanto nell’immediato, ma in quelle che saranno le scelte future”. Il mercato è il nodo centrale: “In questo momento quello che può essere interessante per un giocatore trattato dalla Roma è l’entusiasmo dei tifosi. Noi dobbiamo attirarli e farli sentire parte di una squadra che possa gratificare la loro carriera. Della storia Raspadori non sono a conoscenza, non saprei cosa rispondere”.
Perché i rinforzi non sono solo un desiderio, sono un’esigenza concreta. L’attacco ha pagato dazio, anche a causa di una serie di infortuni: “Hanno riguardato un numero molto ristretto di giocatori, per fortuna ho tanti highlander a centrocampo e in difesa”. Eppure la Roma è ancora li, aggrappata alla corsa Champions, viva e combattiva: “Le big sono tutte molto attrezzate e hanno sbagliato molto poco fino ad oggi. Dobbiamo staccare quelle dietro e mantenere il più possibile la nostra posizione”.



