IL MESSAGGERO (Stefano Carina) – Esterno offensivo sinistro a piede invertito, Bryan Zaragoza, classe 2001, è un’ala vecchi tempi. Una di quelle che ama il dribbling (55 ogni 100 palloni toccati, primo nei top 5 campionati europei); che privilegia la verticalità e l’assist al gol. Non chiedetegli però di difendere. Fisicamente non regge le avanzate di esterni che oggi somigliano sempre di più a corazzieri prestati al calcio.
Chissà se la formula con la quale la Roma ha interrotto il prestito al Celta Vigo (al quale andrà un indennizzo) e preso il ragazzo garantendo al Bayern Monaco un prestito di 2 milioni con obbligo a 13 condizionato alle presenze (70% da 45 minuti) e il raggiungimento di un posto nella prossima Champions della banda Gasp, non dia già un’indicazione di come il tecnico vuole utilizzarlo. Perché Zaragoza è uno che entra e spacca le partite.
Magari deve migliorare in qualche scelta. I numeri in carriera sinora non sono eccezionali – 22 gol e 13 assist in 167 partite – ma per lui c’è stato l’ok di Gasperini, che ha dato il via libera dopo averlo studiato da metà gennaio per qualche giorno. Con lui, almeno per questa stagione, la Roma completa l’attacco: due elementi a destra, Soulé e Dybala, tre a sinistra, Pellegrini, Zaragoza e El Shaarawy, e tre centravanti, Malen, Vaz e Ferguson.



