CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Donyell Malen è già il simbolo vivente della rivoluzione gasperiniana, che dopo tanti esperimenti ha finalmente trovato la formula offensiva giusta: Don più altri due. Così anche ieri l’olandese ha mostrato strapotere fisico, dominio tecnico di ogni situazione e controllo mentale nei momenti catartici della partita. Una gara che la Roma si è fatta rimontare – prima volta in stagione – guarda caso dopo l’uscita di scena dell’ex Aston Villa.

Le luci del Maradona, dopo quelle del Grande Torino e dell’Olimpico, i tre stadi in cui ha fatto centro, si sono accese per illuminare il talento del centravanti romanista, autore ieri di due gol, uno su azione e l’altro su rigore, per un totale di 5 centri nelle prime 5 apparizioni. In un mese Malen ha già segnato quasi il doppio di Ferguson e Dovbyk (rispettivamente 3 e 3 in A), pareggiando il totale delle reti dell’irlandese, che ne aveva realizzate altre due in Europa.

“Ma sono deluso perché non siamo riusciti a vincere e lo meritavamo sicuramente. La doppietta non mi basta”, ha detto a fine partita. “Sulla Roma non ho mai avuto dubbi, ho scelto questa squadra perché sono un tipo ambizioso e anche Gasperini lo è. Gasp mi ha subito spiegato quale sarebbe stato il mio ruolo: prima punta”. A Napoli Donny ha impiegato 7 minuti a salire sul palcoscenico: da manuale il suo taglio al centro dell’area, da applausi il tempismo col quale s’è presentato all’appuntamento col pallone servito da Zaragoza.

La prima mezz’ora è stata un assolo. Al 19′ Malen ha spostato Rrahmani e poi si è liberato di Buongiorno e Beukema, sfiorando il due a zero; tre minuti dopo, con un’altra sterzata delle sue, si è preparato a una conclusione che solo il recupero prodigioso di Elmas ha potuto evitare. Merita una menzione anche la corsa in diagonale per spalancare la visuale a Pisilli durante il tiro. Con il passare dei minuti, il numero 14 è calato fisicamente, eppure alla prima vera chance del secondo tempo ha lanciato Wesley, poi abbattuto in area da Rrahmani. Soulé stava tenendo tra le braccia il pallone, intenzionato a battere il rigore, finché qualcuno non gli ha suggerito che soltanto lui avrebbe avuto la lucidità per non sprecare il match point.

Per realizzare la doppietta ha utilizzato appena tre tiri, due in porta come i gol, toccando 12 volte il pallone nell’area su 22 controlli totali della sfera, dribblando cinque volte e ser- vendo appena 7 passaggi. Dopo il 2-1 Gasperini lo ha sostituito. E con lui, è uscita dal campo pure la Roma. Che subito dopo ha incassato il 2-2 e ha concluso l’incontro soffrendo.