CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Wesley si è preso la Roma e, partita dopo partita, si sta prendendo anche la Serie A. Quattro reti da esterno: nessuno come lui, eccezion fatta per Federico Dimarco, che guida la categoria con sei gol e addirittura quindici assist. Ma se l’interista è ormai una certezza assoluta del calcio italiano e uno dei migliori quinti d’Europa, il brasiliano rappresenta la grande rivelazione del campionato. Contro la Juve, il classe 2003 si è preso la scena con la giocata che ha acceso la serata dell’Olimpico. Una traiettoria che ha ricordato Del Piero. Un gol pesantissimo, quello del vantaggio, fondamentale per sbloccare una partita tesa.

Tuttavia, il successo sfumato soltanto nel recupero non cancella il peso specifico della sua rete: qualità, personalità e freddezza da calciatore vero nei momenti che contano. Il merito è anche di Gasperini, che lo ha reinventato, adattandolo a sinistra – ruolo mai ricoperto prima in carriera – e trasformandolo in un elemento imprescindibile. È il prototipo dell’esterno moderno: forza, velocità e la capacità di spaccare le partite con accelerazioni improvvise. Inoltre, punta sempre l’uomo, con oltre il 55% di dribbling riusciti. Wesley è “gamba” pura. Accelerazione bruciante, continuità atletica impressionante, struttura perfetta per lo scatto breve e il recupero immediato. Con i suoi 178 cm per 73 kg, ha un baricentro basso che gli permette cambi di direzione rapidissimi, diventando quasi imprendibile nello stretto.

E non è solo attacco. Aggressivo nell’uno contro uno, capace di rincorrere e recuperare anche quando viene saltato, ha accumulato circa 170 tackle stagionali. Naturalmente non ancora completo, ma l’ex Flamengo è sulla strada giusta. La crescita è tecnica, atletica e anche economica. Ad agosto la sua valutazione era intorno ai 20 milioni. Oggi ne vale almeno 40. Tra gli esterni della Serie A è secondo solo a Dimarco, che viaggia sui 60 milioni. Non è quindi un caso che diverse big abbiano già acceso i radar.