Il Tornatora

Ventura addio. Con l’esonero salva quasi 800mila euro

di Redazione

La Gazzetta dello Sport (S.Vernazza) – Si dimette o non si dimette? Il tormentone è finito ieri mattina, quando il presidente federale Carlo Tavecchio ha chiamato Gian Piero Ventura per comunicargli l’esonero dall’incarico di commissario tecnico della Nazionale. «Ho parlato con Ventura e gli ho comunicato che non abbiamo più necessità della sua collaborazione e dei suoi servizi», ha tagliato corto Tavecchio con freddezza nel tardo pomeriggio. L’esonero era (è) la soluzione preferita dall’allenatore, perché così non ci rimetterà un centesimo.

NIENTE SCONTI – Ventura non ha fatto un euro di sconto alla Figc, riceverà tutti gli stipendi che gli spettano da qui al 30 giugno 2018, data di scadenza del suo primo contratto (il rinnovo fino al 2020 è decaduto con la mancata qualificazione al Mondiale, grazie alla clausola­ paracadute legata a Russia 2018). Alla Federcalcio gli ultimi mesi di Ventura costeranno circa un milione e mezzo di euro lordi. L’ex c.t. si metterà in tasca più o meno 750­-800 mila euro netti. Andare al contenzioso non avrebbe avuto senso, i legali di Ventura avrebbero stravinto la causa, forti dell’accordo nero su bianco. In ambito federale speravano che martedì in giornata, passata la nottataccia dell’eliminazione, Ventura compisse il bel gesto delle dimissioni, Non è stato così e a Roma ci sono rimasti un po’ male. Ogni uomo è un’isola a sé. Cesare Prandelli in Brasile, nel 2014, si dimise un attimo dopo la sconfitta con l’Uruguay. Ventura ha scelto diversamente. Esonero anche per i più stretti collaboratori dell’ex c.t.: il vice­allenatore Salvatore Sullo, il preparatore Alessandro Innocenti e il collaboratore Giuseppe Zinetti.

SEMPRE A BARI – Ventura ha trascorso la giornata di ieri a Bari, sempre nella casa dei suoceri, in cui si era rifugiato martedì di rientro da Milano. La moglie Luciana ha pregato cronisti e cameramen di sciogliere l’assedio in strada e ha chiesto di rispettare il diritto alla privacy. Intervistato dall’Ansa, ha parlato Piero Lasaracina, titolare del ristorante di Palese frequentato dall’ex c.t.: «Il mister è qui vicino, dai genitori della moglie. È una brava persona, non merita di rimanere segnato per l’eliminazione dal Mondiale».

LA FIGLIA – Sulla «Ventureide» è intervenuta anche Roberta, la figlia dell’ex c.t., nata dal primo matrimonio del tecnico genovese: «Reputo mio padre un grande lavoratoreha detto a «Un giorno da pecora» su Radiouno –. È un uomo carismatico e molto bravo nel suo mestiere. Sul fatto che sia andata male in Nazionale, non posso giudicare. Mi dispiace per lui: nonostante sia stato un padre assente, meritava tanto di più».