La Repubblica (G. Cardone) – La prima volta di Lukaku, l’ennesimo record da centrare per Immobile. Il duello tra i centravanti di Roma Lazio è il tema forte di un derby che nessuna delle due può permettersi di perdere. Gli uomini di Mourinho perché reduci dalla prestazione “orribile” di Praga, quelli di Sarri perché sarebbe la sesta sconfitta in dodici giornate, impossibile poi pensare alla qualificazione in Champions League, obiettivo di entrambe le squadre.

Gli allenatori ieri hanno evitato la conferenza stampa della vigilia, tanto le frecciate erano state già lanciate e non c’è bisogno di alimentare la tensione. Che è già alta, come sempre, anche se la classifica è triste. Ma oggi i tifosi non la guardano, oggi soffrono per questa partita-incubo e basta: saranno 63 mila all’Olimpico, circa 38 mila laziali e 25 mila romanisti. Mille agenti mobilitati per garantire la sicurezza ed evitare scontri tra ultrà. I sostenitori giallorossi si aggrappano alla coppia Lukaku-Dybala, la vera arma di Mourinho, i biancocelesti al genio di Luis Alberto, che non sta benissimo ma ci sarà, e alla rabbia di Immobile, lasciato a casa dal ct Spalletti.

Da parte sua, Lukaku non vede l’ora di debuttare nel derby romano, dopo i 34 disputati – 11 gol – con 5 squadre diverse. A Milano ne ha vinti 7 su 8, e 5 addirittura di seguito tra campionato (4) e Coppa Italia: dopo uno dei trionfi si era autoproclamato re di quella città, adesso vuole conquistare definitivamente i tifosi della Roma, già pazzi di lui per i nove gol segnati in 13 partite con la maglia giallorossa, l’ultimo al 94’ contro il Lecce.