Il Tornatora

Totti si prende altri due derby

di Redazione

Il Tempo (A.Austini) – Un doppio derby imperdibile. Sembrava scontato e invece c’è bisogno di Totti al 97′ per regalare alla città (e a se stesso) altre due giornate di passione. La Capitale del pallone torna a scontrarsi in Coppa Italia, stavolta in semifinale: il 1° marzo andata in casa biancoceleste, ritorno il 5 aprile. A che ora? Sarà un bel problema deciderlo. Per la Roma ecco l’occasione di prendersi una rivincita dopo la finale persa contro la Lazio nel 2013, mentre Simone Inzaghi proverà a riscattare la sconfitta in campionato e ritrovare il sorriso in una stracittadina diventata maledetta dopo quella finale. Realizzato da Biglia & Co. il blitz a San Siro tutti davano per certo l’incrocio delle due romane in Coppa, invece ieri la squadra di Spalletti ha sudato sette camicie per eliminare il Cesena, che naviga nelle brutte acque della bassa classifica di serie B. Questione di stimoli, probabilmente, di un turnover che ha messo inizialmente in panchina sei titolari della Roma, ma pure di un momento non proprio brillantissimo dei giallorossi. La serata assume presto i contorni della sofferenza. Dopo neppure 20 minuti Spalletti perde Perotti per un infortunio muscolare ed è costretto a mandar dentro Dzeko.

La Roma non cambia marcia, anzi, non mette in campo un briciolo di energia e la partita diventa un incredibile monologo del Cesena, che riporta nelle menti di tutti il fantasma dello Spezia dello scorso anno. Occasione divorata da Rodriguez, palo di Koné, due miracoli di Alisson. Insomma una Roma in assoluta bambola e graziata, col solo Dzeko a provarci appena entrato su imbeccata di Totti. E all’intervallo rimbombano i fischi di una Curva Sud insolitamente piena (ma senza ultras, 26mila gli spettatori totali). Strootman non la prende per niente bene e imbocca infuriato il tunnel che porta agli spogliatoi. Nella ripresa c’è Nainggolan per Juan Jesus (anche per lui un problema al flessore),in un 4-3-3 mentre nel primo tempo Spalletti era già passato dal 3-4-1-2 iniziale al 4-2-3-1. L’ingresso del Ninja sembra risvegliare un po’ i giallorossi, Dzeko ha due occasioni e le sbaglia, alla terza fa centro su assist di El Shaarawy. E per il bosniaco sono 22 in stagione. Ma non basta. La Roma si ferma di nuovo, Manolas e Alisson a confezionano una frittata incredibile e Garritano infila il gol del pareggio a porta vuota, correndo sotto il settore dei tifosi bianconeri increduli.

Spalletti deve togliere anche El Shaarawy ma non ha attaccanti in panchina e inserisce Emerson nel tridente. Agliardi dice no a Totti su punizione, ma quando i supplementari appaiono come una scontata conseguenza, arriva il rigore al 97′: Maresca, dopo aver giustamente ammonito Garritano per simulazione nell’area romanista, prende un’altra decisione giusta, visto che il portiere del Cesena va dritto su Strootman, e poco importa che l’olandese abbia già toccato il pallone. Tutta la pressione sulle spalle del capitano, che dal dischetto si dimostra ancora infallibile. Simbolico che sia proprio Totti a portare la Roma al cospetto della Lazio, tra un mese Spalletti spera di ritrovare una squadra in condizione migliore. Il vero problema di questo doppio derby in casa giallorossa è rappresentato dal calendario: l’andata si gioca poco dopo il ritorno col Villarreal e in mezzo a due impegni di campionato terribili con Napoli e Inter. Ma non c’è tempo per pensarci. Ancora no.