Totti, notte amara vuole un gran finale

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Francesco Totti vede avvicinarsi la data del suo addio al calcio. Gli anni passano, ma non è quello il problema. Si sente bene, la passione è rimasta immutata. E’ il contesto nel quale si muove che non gli appartiene più, che gli fa vivere quelli che potrebbero essere gli ultimi mesi della sua straordinaria carriera tra mille inquietudini. Ma il capitano affronta questo periodo con una grande serenità apparente, accetta le decisioni dell’allenatore con una professionalità che gli fa onore. Questo lo aiuta a vivere senza pressioni un periodo che per un calciatore non è mai facile. Totti sta decidendo il suo futuro, ma prima ancora di arrivare alla conclusione che è finita vuole vivere questi mesi da protagonista. Dare il suo contributo alla squadra in questa seconda parte della stagione, nel tentativo di chiudere alzando un trofeo. Mercoledì sera contro la Lazio, Spalletti gli ha concesso gli ultimi quattro minuti, che sono diventati dieci con il lungo recupero concesso da Irrati. La Roma era già sotto di due gol, ci sarebbe voluto un miracolo, almeno per contenere la sconfitta, in vista della gara di ritorno. Un brutto colpo per la Roma, che adesso deve pensare a ripartire subito.

ULTIMA STAGIONE – L’addio al calcio è sempre doloroso, specie per chi vive per il pallone da quando era bambino, come Francesco. Mercoledì sera dopo la partita è andato a cena con alcuni amici e con il cugino. A tavola era evidente la delusione per il derby perso e per non aver avuto la possibilità di incidere. Ai suoi amici ha rivelato che questa può essere la sua ultima stagione. Continuare così non avrebbe senso. Luciano Spalletti dopo la vittoria sul Torino aveva trattato il tema Totti con una provocazione: «Se fanno smettere Totti vado via anche io». Dopo quella dichiarazione i due non sono mai tornati sull’argomento. Francesco potrebbe cambiare idea se ci fosse uno scenario diverso da quello attuale, se avesse la prospettiva di sentirsi ancora utile per la squadra che ama sin da bambino.

IN ATTESA DEL PRESIDENTE – Oggi l’orientamento è questo, ma prima di prendere la decisione definitiva Totti aspetta l’arrivo di Pallotta, atteso a Roma tra un paio di settimane. Deve stabilire bene i suoi compiti da dirigente, ancora poco chiari. Lo scorso giugno, quando firmò l’ultimo contratto, venne inserita una clausola nel futuro da dirigente con competenze nella sfera tecnica. Dovrebbe prefigurarsi il ruolo di direttore tecnico, da esercitare nei sei anni della durata del contratto. Ma sul suo futuro, una volta smesso di giocare, Totti non esclude niente, vuole guardarsi intorno. Anche l’ipotesi di avere un incarico di vertice nella Federcalcio non gli dispiace. Il capitano ha ancora i numeri per cambiare una partita, lo ha dimostrato quando ha avuto la possibilità di farlo. Tra i novanta minuti contro il Cesena e il finale nel derby ci deve essere una via di mezzo. La sua lunga storia sta per arrivare all’ultimo capitolo. Un campione come lui merita di viverlo con il rispetto di tutti. In questi mesi che mancano da qui alla fine della stagione la Roma si gioca tutto. E’ impegnata su tre fronti, a Trigoria c’è la convinzione che nel ritorno contro la Lazio la qualificazione sia ancora possibile. La prossima settimana a Lione la squadra giallorossa si gioca l’Europa e il capitano lì è già stato protagonista dieci anni fa. Per una carriera come la sua ci vuole un gran finale. Totti è pronto a viverlo.

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