The Pills a PR: “I nostri sketch sono un modo per esorcizzare la realtà attraverso dei film mentali, personali o voli pindarici”

Pagine Romaniste (Y.Oggiano) – Il mondo di YouTube sta prendendo sempre più piede. Molte squadre, tra cui la Roma, hanno scoperto questo nuovo modo di intrattenere le persone di recente ed ora lo sta sfruttando “postando” settimanalmente dei video. Tra i più famosi ci sono i “The Pills“, gruppo composto da Luca Vecchi, Luigi Di Capua e Matteo Corradini. La redazione de La Signora in Giallorosso si è recata allo “YouTube Party” per intervistare proprio i ragazzi romani. Queste le loro parole:

Come nasce questa passione che poi è diventato anche un lavoro?
Nasce col fatto che non avevamo lavoro. Eravamo dei disoccupati e dovevamo cercare un modo per non lavorare e invece poi è diventato un lavoro, pensa che cosa assurda! Adesso lavoriamo il doppio di quello che speravamo nella nostra vita. E’ stata una grandissima sfortuna in realtà questa cosa (ride, ndr), però lo facciamo con grandissimo piacere e divertimento, guarda Luca (Vecchi, ndr), come è divertito.

YouTube come può sensibilizzare i ragazzi per una vita migliore?
Addirittura? (ride, ndr) Può farlo? Non lo so. In realtà You Tube può rivelarsi un lavoro. Se mio figlio esprimesse il desiderio di fare lo youtuber lo frusterei con la cinghia (ride, ndr). A meno che lui non lo voglia fare in una maniera intelligente, anche perché ultimamente i creator su YouTube non si prodigano, non vanno tanto oltre il gaming. Qualora YouTube tornasse ad essere una piattaforma in cui fruire dei contenuti diversi, insoliti o sperimentali foraggerei questi desiderio di mio figlio.

Perché avete scelto questo format che è diverso da quello che troviamo su YouTube?
Noi non nasciamo youtuber. Abbiamo utilizzato il canale YouTube come avremmo fatto dei cortometraggi proiettati con gli amici se non ci fosse stato YouTube. Noi abbiamo soltanto utilizzato quello che era un mezzo. Non siamo propriamente degli youtuber e abbiamo fatto degli sketch, delle cose un po’ diverse rispetto al linguaggio di YouTube.

Siete un po’ i Totti di YouTube…
C’è solo un Capitano, piano con le parole (ride, ndr). Contenti di questo epiteto però speriamo di servire e proteggere la nazione con i nostri contenuti. In realtà sono storie che appartengono a noi, al nostro background e alle persone che conosciamo. E’ un modo per esorcizzare la realtà attraverso dei film mentali, personali o voli pindarici. Serve soltanto a questo, a metabolizzare l’assurdità di quello che ci succede giornalmente.

Avete fatto tante collaborazioni, di recente anche con Carl Brave. Qual è stata la più emozionante e stimolante?
Forse la più emozionante quando c’era Elio Germano in cameretta di Luca che giocava coi suoi gatti. Diciamo che è un attore che si è prestato a un ruolo di grande autoironia, con grande capacità e senza nessuna pretesa. E’ stato molto piacevole lavorare con lui.

Progetti per il futuro?
Stiamo scrivendo una serie non su YouTube, grande, grossa e seria.

Come vedi il momento della Roma e come la vedi per questa stagione?
Posso dire che la Roma non si discute, si ama (ride, ndr). E’ un discorso di fede che trascende su quello che succede in campo effettivamente. Bisogna continuare ad avere fede, a crederci e a sostenere la Roma.

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