Il Tornatora

Stadio, Totti, De Rossi: perché Pallotta vende a Friedkin

di Redazione

Quando quest’estate il management della Roma propose a Pallotta di cambiare strategia, cedendo giocatori soltanto per necessità sportiva, la conseguenza fu la necessità di un aumento da capitale di 150 milioni di euro. Così è iniziata la ricerca di un socio da parte del presidente americano dei giallorossi, ricerca culminata nel profilo di un altro statunitense, Dan Friedkin. Lui è ripartito mercoledì, i suoi uomini ieri, ed entro qualche settimana completerà la due diligence per formulare la prima offerta ufficiale. Da quando Pallotta aveva detto ad una delegazione di sauditi, emissari del principe Mohammed Bin Salman “Io non vendo“, ha dovuto fare i conti con una serie di delusioni: l’addio di De Rossi e le accuse che ne sono seguite, l’umiliazione pubblica nella conferenza stampa di Totti e poi lo stadio, il vero spartiacque. Era arrivato di chiudere fiducioso la partita burocratica in tre/quattro anni e ne sono passati sette, con 80 milioni spesi e due progetti diversi. Lo scrive La Repubblica