Assalto a Fort Juve. In tutti i sensi. Calcisticamente, perché la partita di domenica, contro la Roma, sembra l’ultimo vero ostacolo nella volata per lo scudetto e perciò l’ultima occasione per chi, Milan in testa, non vorrebbe il titolo in mano ai bianconeri. Ma anche per le strategie economiche e finanziarie future, perché tutti si sono resi conto di quanto conti lo Juventus Stadium nel primo posto della Banda Conte. Un fortino inespugnabile, dove nessuno ha ancora vinto. O meglio, una squadra c’è stata, ma non di “grandi”: la Roma Primavera nell’andata della finale di Coppa Italia (1-2).

L’impianto di proprietà ha garantito tifo (i biglietti per Juve-Roma sono andati bruciati in 40 minuti, è il 19esimo tutto esaurito della stagione), extra motivazioni per i calciatori, introiti commerciali per il club. E proprio la Roma, prossima rivale dei bianconeri, ha fatto ieri il primo passo ufficiale verso il suo nuovo stadio. Entro giugno l’advisor Cushman&Wakefield sceglierà l’area, da sottoporre poi alle autorità, per la costruzione dell’impianto. Si cerca un “terreno di almeno 10 ettari” che potrebbe essere anche fuori dal Comune (Fiumicino ha già proposto un’area). I tempi di fine lavori? Il 2016. L’a.d. Claudio Fenucci ha spiegato che “il team che costruirà lo stadio è statunitense, ma passerà molto tempo a Roma per studiare gli aspetti architettonici della città. Non ci sarà denaro pubblico e coinvolgeremo tutti i soggetti coinvolti – hospitality, catering, naming rights (i diritti sul nome dello stadio) – fin dalla progettazione. Sarà un progetto equilibrato e innovativo”. Palermo e Udinese stanno già lavorando, Milan e Inter stanno studiando. Con il fair play finanziario sarà fondamentale diversificare i ricavi. Non si vive di soli diritti tv.

Corriere della Sera – Luca Valdiserri