L’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Maurizio Veloccia, ha parlato ai microfoni di Teleradiostereo facendo il punto sul nuovo stadio dei giallorossi. Ecco le sue dichiarazioni:

La data del 2027 quanto è fattibile per vederlo inaugurato?
“Ho fatto l’esempio di quando uno mette il navigatore. Ti dà un tempo di arrivo ma devi sperare che non ci siano imprevisti, ad oggi non ci sono stati rallentamenti. Però dobbiamo vivere alla giornata, da parte dell’amministrazione e della Roma mi pare ci sia grande determinazione. Credo ci siano le condizioni per andare avanti con fiducia”.

Sulle tempistiche che possono provocare rallentamenti.
“Dobbiamo attenerci alle norme, che in questo Stato ci sono. La Roma si è attenuta a quello che consente la norma, forse voleva essere certa che l’amministrazione capitolina votasse a favore e solo dopo presentare il progetto definitivo, come appunto le consente la normativa. Certo, se avessimo già un progetto con risolti alcuni problemi importanti, saremmo avanti magari, però una cosa voglio dirla: noi partiamo da una situazione che è quella dell’Olimpico, che definirei aberrante. Dove arrivare con mezzi pubblici o privati è difficilissimo. Quindi di certo sarà migliore. Vogliamo portare tutto il pubblico allo stadio tramite mezzi pubblici? Forse è impossibile. Partiamo dall’idea di voler fare questo stadio, togliamo l’idea che in questa città non si possa fare niente”.

Che tipo di incidenza hanno i comitati per il “No” quando c’è da mettere in piedi il progetto?
“In qualsiasi progetto, coloro che sono favorevoli non si espongono mentre lo fanno molto i contrari. Mi aspetto che questo progetto venga illustrato a chi non lo conosce e vorrebbe che fosse fatto, perché questo dà forza. Noi lo stiamo facendo, gireremo Roma per farlo conoscere ai cittadini”.

È il Comune a fare le richieste per i criteri del progetto, oppure la Roma a presentarlo secondo i propri criteri?
La Roma ha già fatto questo passaggio, recependo le richieste e lavorando alla stesura di un progetto che rispetti questi canoni. Quello che dico è di smettere di pensare che non si possano fare le cose in questa città, se tutti partecipassimo un po’ di più sarebbe più facile”.

Ci sono similitudini con la situazione di Milano?
“Non dobbiamo pensare che qui non si possano fare le cose. E’ una corsa ad ostacoli quella verso lo stadio e dobbiamo pensare a superarli, sapendo che ogni ostacolo superato ci avvicina all’obiettivo. Non è facile ma c’è anche la voglia di farlo”.