Stadio della Roma a Tor di Valle: il progetto passa al Coni

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Repubblica (A.Paolini) – Uno dei primi “calci di rigore” che dovrà tirare il nuovo sindaco di Roma, appena salito in Campidoglio, sarà sul nuovo stadio della Roma. Spetta ai dipartimenti competenti del Campidoglio infatti stabilire nel giro di un mese se ci siano oppure no le condizioni necessarie per il progetto definitivo, già respinto lo scorso agosto . Solo dopo avverrà l’approdo in Regione per l’eventuale ok definitivo. La palla entrerà?

Intanto, sognando il gol, ieri il mega faldone del progetto Parnasi-Pizzarotti è sbarcato al Coni per un parere preliminare. Un faldone digitale talmente pesante che il sistema telematico del Comitato Olimpico ha dovuto subire una messa a punto, per evitare il blocco.

«Questa tappa rappresenta l’inizio del processo che vedrà successivamente la presentazione del dossier completo dello Stadio della Roma-Tor di Valle alla Regione Lazio», fanno sapere dalla As Roma. Un passaggio importante, certo, per la società giallorossa che cerca consensi e un’accelerazione dell’iter. Insidiato da un’inchiesta della procura nata dalle denunce di diversi comitati ambientalisti di Tor di Valle. E dal parere non proprio positivo dell’autorità per il Bacino sul Tevere. Quindi? Si fa pressing. Il passaggio in Coni, del resto, non era obbligatorio in questa fase, ma il giudizio, se positivo, potrebbe incidere avere il suo peso nel corso della decisione in Regione visto che il governatore Zingaretti sulla fattibilità della nuova casa dei tifosi romanisti ha espresso molti dubbi.

Comunque vada, sul tavolo dei vertici del Foro Italico da ieri mattina ci sono i disegni dettagliati del progetto e le relazioni relative alla struttura, al nuovo centro di allenamento e al Roma Village. Progetto modificato in alcuni punti rispetto alla prima stesura. I cambiamenti riguardano norme di sicurezza, afflusso dei tifosi, presenza dei vigili del fuoco e la capienza della curva sud che all’inizio contemplava 14mila posti. Troppi per un unico settore. Nulla comunque può essere affidato al caso, tanto più che quello di Tor di Valle diventerebbe lo stadio delle finali delle Olimpiadi del 2024, se sarà Roma a vincere la sfida. «Laddove fosse pronto – dice il presidente del Coni Giovanni Malagòlo utilizzeremo sicuramente, magari non solo per le partite di calcio ma per altri sport come baseball e hockey su prato. Gli uffici, il prima possibile, daranno le loro impressioni. Non faremo sconti a nessuno, tantomeno regali, come è giusto che sia». Resta da capire se la As Roma darà il suo gioiellino gratuitamente al Comitato Olimpico.

 

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