Il progetto del nuovo stadio della Roma non è solo una questione sportiva, ma anche un tema politico sempre più caldo. Le discussioni sul futuro impianto giallorosso, legate ai poteri commissariali previsti per Euro 2032, stanno generando frizioni all’interno di Fratelli d’Italia e potrebbero avere importanti ripercussioni in vista delle elezioni comunali del 2027.

Come riporta Il Tempo, nel partito di Giorgia Meloni non tutti sarebbero d’accordo sul fatto che sia il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a guidare l’iter dello stadio in qualità di sub-commissario di governo. Una nomina che, secondo alcuni, rafforzerebbe troppo la figura del primo cittadino, già investito di poteri speciali su rifiuti e cantieri giubilari. Da qui il dubbio: conviene “regalare” a Gualtieri anche la carta stadio, a ridosso di una possibile ricandidatura nel 2027.

Intanto, la macchina amministrativa resta ferma. Il decreto governativo non distingue tra i vari comuni coinvolti, ma la designazione ufficiale del commissario per gli stadi, con l’ingegnere Sessa in attesa del via libera definitivo, non è ancora arrivata. Sullo sfondo, però, si fa largo un nome pesante: Giovanni Malagò. L’attuale presidente del CONI, che ha ammesso di aver ricevuto proposte dal centrodestra, potrebbe essere la carta vincente di FdI per conquistare Roma. E, inevitabilmente, anche per mettere le mani sul dossier più ambito: quello del nuovo stadio dei giallorossi.