Il Giornale (S.Arcobelli)Il risveglio del Faraone. Il ritorno dal primo minuto e al gol di Stephan El Shaarawy – sesto centro in campionato, non segnava dal ventuno gennaio, la serata dell’uno a uno con l’Inter – coincide con un successo fondamentale per due reti a zero a Crotone della Roma, che così riesce a mantenere quattro punti di vantaggio (ma una partita in più) proprio sui nerazzurri. Missione compiuta per Dzeko e compagni, al sesto successo nelle ultime sette sfide di A. Alla vigilia del delicato match dello Scida Eusebio Di Francesco aveva espresso un unico desiderio: «Spero in un gol di Stephan». Detto, fatto. Accontentato il mister giallorosso e accontentata una Roma che, dopo la notte trionfale dell’Olimpico che ha visto i giallorossi battere lo Shakhtar e intascare il pass per i quarti di finale della Champions, si pensava potesse pagare a livello più nervoso che fisico l’impegno settimanale. Nient’affatto.

I giallorossi ridisegnati dal turnover giocano una partita di sostanza contro la banda di Zenga, reduce dal roboante 4-1 in casa con la Samp, ma incapace di fermare il cammino di una squadra in salute che archivia la quarta vittoria di fila e il quarto successo di fila in trasferta. È una vittoria cinica e meritata quella nella tana degli “squali” calabresi, risucchiati ora nel vortice tempestoso della zona retrocessione. Un due a zero che ha visto sugli scudi El Shaarawy, lasciato colpevolmente solo in area di rigore e a cui basta, sul delizioso cioccolatino servito da Kolarov – tradotto, un traversone meraviglioso dalla sinistra, è già il sesto assist del campionato per il serbo – allungare la gamba e insaccare la rete del vantaggio; più tardi, nella ripresa, a chiudere i conti ci ha pensato Radja Nainggolan, maestoso nel portarsi avanti il pallone con la suola di destro e, in seguito, calciare di sinistro, dal limite dell’area, una rasoiata che trafigge l’incolpevole Cordaz. Due reti che portano la firma del Faraone e del Ninja, quest’ultimo capitano giallorosso in contumacia di De Rossi e, dal primo minuto, di Florenzi.

Un successo che conferma il momento magico della Roma, capace di reagire ai due ko consecutivi con Shakhtar, all’andata, e Milan, all’Olimpico, e di infilare poi un poker di successi tra campionato e coppa. Premiata la scelta di Di Francesco di varare un turnover massiccio con ben sei cambi nella formazione titolare rispetto alla sfida con lo Shakhtar. Fuori Perotti (infortunio), Under, Florenzi, l’acciaccato Manolas, Strootman, De Rossi (squalificato), dentro El Shaarawy, Gerson, Peres, Juan Jesus, Pellegrini e il redivivo Gonalons. Ma nella Roma di adesso, anche se cambia l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Eppure il Crotone, ora terz’ultimo, può recriminare per diverse occasioni sciupate, due con Stoian e una colossale con Trotta che non concretizza dopo il clamoroso svarione di Fazio che permette alla punta dei calabresi di ritrovarsi a tu per tu con Alisson, ancora una volta l’uomo della provvidenza dei giallorossi. Errori che potevano costare caro ai Di Francesco boys e che in Champions, nelle due sfide con il Barcellona, non saranno ammissibili. Per fortuna, arriva giusto in tempo la sosta. C’è un pericolo in arrivo.