Pagine Romaniste (Y.Oggiano) – Fino a pochi anni fa sia la Roma sia il Napoli davano filo da torcere alla Juventus per la lotta al vertice. Quando in panchina c’erano Spalletti e Sarri il titolo per le due squadre era alla portata, tanto che i giallorossi finirono a 4 punti dall’allora banda di Allegri, mentre i partenopei subito dietro a 5 lunghezze dalla vetta. Nelle stagioni seguenti soltanto gli azzurri hanno tenuto botta lasciando, però, punti per strada nei momenti decisivi. La Roma, invece, ha perso ogni contatto con le primissime restando comunque in lotta per la Champions League. Quest’anno, in quel marasma di squadre, c’è anche il Napoli. Ancelotti ha perso ogni controllo della rosa: da fine ottobre a inizio dicembre nessuna vittoria tanto da convincere De Laurentiis al cambio. Gattuso non ha convinto da subito, ci ha messo del tempo, ma ha aggiustato la mira portando a casa lo scalpo della Lazio in Coppa Italia.

DIFESA

L’acquisto di Manolas, il colpo dell’estate napoletana proprio dalla Roma, non ha portato benefici, anzi, ha mandato soltanto in difficoltà anche uno granitico come Koulibaly che è stato poco aiutato, inoltre, da alcune dichiarazioni di De Laurentiis che ha sparato a zero sul difensore e su altri tesserati del Napoli. Il dato è impressionante: i partenopei hanno già subito 36 gol in campionato, tanti quanti ne avevano presi la scorsa annata terminata al secondo posto alle spalle della Juventus. Estremo equilibrio nei reparti visto che la Roma ha raccolto il pallone in porta soltanto una volta di meno. Con Sarri la difesa del Napoli aveva preso tutto un altro sapore diventando una delle migliori del campionato. L’ascesa di Koulibaly ha aiutato, ma anche il tecnico ci ha messo del suo con degli aggiustamenti. Il picco è arrivato al primo anno “Sarriano“, nel 2015/2016, quando i gol subiti furono solo 32 in 38 partite. La stessa cosa si può dire per la Roma che nel 2017/2018 ha dato il suo meglio con solamente 28 reti incassate e in panchina c’era Eusebio Di Francesco. La prima squadra? Sempre la Juventus. Nessuna delle due compagini è riuscita a dare continuità a quanto creato, chi per demeriti tattici, chi per aver cambiato molto.

CENTROCAMPO

Da punto inamovibile ad essere utilizzato per il turnover. L’altalena di Allan, culminata col battibecco con Edoardo De Laurentiis nella famosa notte di Champions League contro il Salisburgo, è il simbolo del centrocampo del Napoli. Lui che era insostituibile ora deve “scontrarsi” anche con Lobotka e Demme, i due nuovi innesti di gennaio. Il vulcanico presidente partenopeo ha dovuto mettere mano al portafogli per rinforzare un reparto che quest’anno ha perso anche la brillantezza di Fabian Ruiz, tornato ai suoi livelli soltanto nell’ultimo mese. Una controtendenza rispetto al classico mercato del Napoli che puntella la squadra, ma che non fa rivoluzioni, al contrario della Roma. Fonseca ci ha messo un po’ per trovare il giusto equilibrio a centrocampo e l’ha trovato nel momento di maggior difficoltà: prima con Mancini e poi con il rendimento superlativo di Diawara. Insieme a chi? Al solito Veretout che non ha mai tirato il fiato. Stessa cosa si può dire per Zielinski, che è diventato perno con Ancelotti e che si è confermato tale con Gattuso. Basso l’apporto di gol per tutte e due le squadre, mentre per il Napoli non è soddisfacente nemmeno quello che riguarda gli assist. E’ il solo polacco a comparire in questa classifica con 3.

ATTACCO

Quello che è stato un attacco supersonico: 74 gol lo scorso anno, 77 l’anno prima e 94 nel 2016/2017 si è completamente perso. Nessuno dei giocatori del Napoli è arrivato ancora in doppia cifra in Serie A. Un dato preoccupante che si riflette in classifica. 39 punti, -6 dalla Roma, e la miseria di 41 gol segnati, -10 rispetto ai giallorossi che in doppia cifra hanno Dzeko a 12. Ai partenopei sta mancando l’apporto di Insigne che sta vedendo la porta con molta difficoltà. Il suo bottino in campionato vede scritto 5 reti ed è stato a digiuno dal 22 settembre 2019 al 26 gennaio 2020. Un calo drastico per chi ha deliziato la platea del San Paolo a suon di giocate e gol. Un altro che sta deludendo è Mertens che prima è finito ai margini della squadra con Gattuso, si era parlato anche di un possibile trasferimento alla Roma, ma che poi ha saputo reagire tornando a prendersi il posto da titolare. 6 gol per lui e seconda piazza in questa classifica comandata da Milik a 9. In ombra anche Callejon che però ha servito 6 assist, un dato che manca agli attaccanti capitolini visto che c’è il solo Dzeko a combattere e neanche alla pari. A portare alta la bandiera capitolina uno che di servizi vincenti se ne intende: Lorenzo Pellegrini con 8. In un dato il Napoli è avanti alla Roma, quello che riguarda i giocatori mandati in rete: 14 a 13.

La differenza in campo tra Roma e Napoli si è vista nettamente anche nello scontro diretto dell’Olimpico dominato dai giallorossi e vinto per 2-1: in gol Zaniolo e Veretout con un lampo di Milik che ha riaperto i giochi nel secondo tempo. La squadra di Fonseca si è dimostrata superiore in ogni parte del campo, con tanto di rigore sbagliato da Kolarov, ed è quello che dicono anche i numeri, sia prettamente di squadra sia quelli scritti in classifica. La lotta per la Champions League, semmai riprenderà il campionato, riguarderà comunque anche il Napoli perchè una squadra con questo talento e questo parco giocatori non è mai da sottovalutare e da lasciare fuori dai giochi.