La Repubblica – Borini non basta, ko a Genova. Contro il Milan ancora Lamela

di Redazione

Dopo la soffertissima vittoria sul Palermo, la Roma si blocca a Genova. Due a uno nei secondi finali, dopo che, a dieci minuti dalla fine, Borini era riuscito a pareggiare le sorti di una gara che sembrava a quel punto finita. Bravo a sfruttare una bella giocata di Borriello, il giovane attaccante aveva illuso i romanisti, concretizzando la tanta fatica fatta fin lì. Ma non è bastato, e la squadra di Luis Enrique torna nella capitale senza punti e con tanti rimpianti. Il turnover penalizza i movimenti in campo, restituendo la sensazione di un gruppo in ancora arrugginito, costretto a rincorrere una classifica che rischia di allungarsi. Arrabbiato il tecnico spagnolo, che continua a non veder realizzate le cose che spiega in allenamento. Senza dimenticare che tra due giorni all’Olimpico si presenterà il Milan.

Non è infatti tempo per tirare il fiato, sabato (ore 18) sarà subito campionato. Asfissiante il calendario degli impegni per una Roma un po’ in affanno, stretta in una settimana stancante oltremodo. Mentre è sulla strada del recupero Rosi, non dovrebbe farcela a recuperare Pjanic. Toccherà, quindi, molto probabilmente di nuovo a Lamela partire da trequartista. “Conoscevamo il valore del giocatore — l’elogio di Fenucci — siamo molto contenti di lui, ma è solo all’inizio e deve ancora crescere con calma”. L’ad giallorosso sfiora poi il discorso
del rinnovo contrattuale di De Rossi. “Non ci sono novità. Baldini e il ragazzo hanno già dichiarato che l’intenzione comune è trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti”. Si vedrà.
Si terrà intanto oggi a Trigoria la prima assemblea degli azionisti della nuova Roma a stelle e strisce. Oltre all’approvazione del bilancio a giugno 2011, verrà ratificata la nomina a presidente di Thomas DiBenedetto (ieri sera presente a Genova) e dei 13 membri del Cda (8 per gli americani, 5 per Unicredit), più la doppia elezione a vicepresidente di Tacopina e dell’avvocato Cappelli.
La Repubblica – Francesca Ferrazza