Il Tornatora

Roma, il ritiro della discordia

di Redazione

Di sicuro, i primi a esultare sono stati i calciatori: sempre un piacere allungare le ferie e riorganizzarsi last minute non è certo un problema. C’è anche chi non ha preso benissimo il fatto di aver dovuto fare il volo transoceanico per raggiungere Roma entro il 29 per le visite mediche, e parliamo di argentini e brasiliani soprattutto. C’è pure chi ha tagliato la testa al toro, ovvero Nzonzi, che non si è presentato proprio. La Roma ha deciso di rinunciare al ritiro di Pinzolo, all’improvviso. La sera prima si va, kit pronto per calciatori e dipendenti, il giorno dopo no, tutto al mare. Fonseca ci ha messo del suo, condividendo le sue necessità con i dirigenti: hanno valutato e capito che aveva poco senso andare in Val Rendena con pochi giocatori a disposizione e magari con lo strascico di qualche cessione mal digerita. Mettiamoci pure che a Trigoria, dopo una serie di colloqui-sollecitazioni corpose con la Uefa, hanno ormai quasi la certezza che il preliminare di Europa League non si farà. Meglio allungare di qualche giorno, pagare una penale salata e cominciare la stagione con le idee più chiare e una rosa, forse, più definita-definitiva. La Roma adesso ha imposto un nuovo rompete le righe. Non c’è certezza nemmeno sul nuovo appuntamento: il 5 in caso di preliminari, 6-7 o 8 in caso contrario. Insomma, non prima del 5 luglio a Trigoria. Tutto il resto è in divenire: dall’ipotesi altro ritiro montanaro fino a soggiorno a Boston, nessuna ipotesi è stata per il momento presa in considerazione. Amichevoli sì, quelle si faranno. Con chi? Non si sa. Lo riporta Il Messaggero.