Roma, fuori i colpevoli. La furia dei Friedkin dopo il guaio Diawara

Una catena di errori l'uno dopo l'altro, un presidente furibondo, un funzionario pronto alle dimissioni e altri dirigenti in bilico

di Redazione

La Repubblica (M. Pinci) – Una catena di errori l’uno dopo l’altro, un presidente furibondo, un funzionario pronto alle dimissioni e altri dirigenti in bilico. E’ questo che emerge dopo la sconfitta a tavolino decretata ieri dal Giudice Sportivo. La Roma farà ricorso col suo legale Antonio Conte (omonimo del tecnico nerazzurro) entro 7 giorni e dopo 3-4 giorni dal ricorso si discuterà il caso in Corte D’Appello. I giallorossi proveranno a tramutare la sanzione in multa utilizzando come appiglio l’alert della Serie A ma le speranze di successo sono pari a 0 praticamente. La prima testa è già saltata. E’ quella di Leo Longo, segretario generale che è in procinto di firmare ora proprio col Verona. Ma ai Friedkin non basta: hanno chiesto le responsabilità dettagliate di ogni dirigente o funzionario e certamente ne hanno il team manager Gombar, Zubiria e De Sanctis. Riavvolgiamo il nastro: la Roma sabato compila la lista dei 25 giocatori over 22. La lista resta con 4 posti vacanti e Diawara non è inserito. Se il caso fosse scoppiato dopo il 6 ottobre il guineano non avrebbe potuto giocare fino a gennaio. Tornando a sabato: tra le 18 e le 18:30 il team manager compila le liste da cui scatta l’alert. Gombar telefona a Longo che a sua volta chiama un funzionario di Lega che lo tranquillizza, ma senza conoscere l’età di Diawara, dicendo che probabilmente si tratta di un falso allarme.