LA REPUBBLICA (Niccolò Maurelli) – Tutta colpa di una lesione molto rara, invisibile alle diverse risonanze magnetiche a cui Paulo Dybala si era sottoposto dopo l’infortunio rimediato lo scorso 25 gennaio. La risposta, crudele, dopo l’ultima ricaduta nell’allenamento del giovedì mattina, che ha riacutizzato il dolore – intermittente – al ginocchio sinistro. È servita un’artroscopia per scoprire la rottura del menisco esterno. Questo l’esito dell’esame condotto dal professor Mariani a Villa Stuart. Ieri l’operazione – mininvasiva – ha permesso di trattare quella che in gergo medico viene definita “lesione a manico di secchio”. In sostanza, c’era un piccolo tratto di menisco che oscillava dentro al ginocchio. Questa porzione – come il manico di un secchio – non stava ferma, causando dolore intermittente.
Scatta ora il periodo di riabilitazione, che la Roma fissa intorno alle cinque settimane. Dybala salterà quindi tutte le sfide di marzo e gran parte di quelle di aprile, comprese partite decisive come l’ottavo di Europa League contro il Bologna e l’eventuale quarto di finale. Senza dimenticare gli scontri diretti della Serie A. Una situazione che rallenta il dialogo per il rinnovo del contratto (scade a giugno) di Paulo. Al momento, non si registrano contatti tra la società e l’entourage del giocatore.
L’ex Juve aveva mandato segnali concreti, non solo dal punto di vista economico sarebbe disposto a ridursi l’ingaggio – ma soprattutto da quello affettivo: la Joya sogna di giocare la Champions in giallorosso, è molto legato alla città. E la moglie Oriana con lui: hanno scelto di far nascere la piccola Gia nella Capitale; qui vorrebbero crescerla. Ma gli attuali otto milioni di stipendio sono insostenibili. Per ora un punto d’incontro – meno della metà di quanto prende adesso – non è stato trovato. E anche se il tecnico Gasperini aveva detto “a Dybala non rinuncio”, il rischio divorzio si fa più concreto.



