La Repubblica (M.Favale)Il giorno dopo una vittoria così, vale tutto. Specie se ti chiami James Pallotta, di mestiere fai ( anche) il presidente della Roma e la notte prima, come un tifoso qualsiasi, hai fatto un tuffo nella fontana dei Leoni di piazza del Popolo per festeggiare un 3 a 0 sul Barcellona che resterà nella storia. Un gesto, quello di Pallotta, che non passa inosservato, specie in una città dove le fontane sono ciclicamente oggetto di vandalismo. La sostanza sono 450 euro di multa «meritata», dice lui stesso, che il patron giallorosso pagherà senza troppi patemi, anche alla luce del + 23,71% con cui il titolo dell’As Roma ha chiuso ieri in Borsa. Il tuffo, però, diventa l’occasione per parlare con Virginia Raggi: prima per telefono, poi di persona, ieri pomeriggio, in Campidoglio, dove i due si sono visti. E non solo per ricucire la “ferita” del bagno nella fontana.

Certo, si discute anche di quella, specie a favore di telecamere e fotografi: «Mi sono lasciato prendere dal momento ma non intendo incoraggiare nessuno a fare tuffi, a meno che non si voglia restaurare una fontana» , dice Pallotta. Già, perché insieme alla multa, l’imprenditore donerà 230 mila euro per il restauro della fontana del Pantheon. «Ringraziamo il presidente per la sua generosità», ha sottolineato la sindaca che ormai ha una certa consuetudine col patron giallorosso. Perché tra la Roma e il Campidoglio è in ballo il grande progetto dello stadio a Tor di Valle, infrastruttura imprescindibile per Pallotta che ne ha ricordato l’importanza anche nelle interviste post- partita, a caldo, quando i tifosi pensavano solo al gol di Manolas, al sogno di una semifinale raggiunta con una partita perfetta.

E invece la testa di Pallotta è lì, all’impianto da 55 mila spettatori e al suo travagliato iter. Di questo si è parlato nell’incontro di ieri pomeriggio a palazzo Senatorio, presenti anche il dg giallorosso Mauro Baldissoni e, per l’amministrazione comunale, l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, il presidente dell’Aula Giulio Cesare Marcello De Vito e il capogruppo M5S, Paolo Ferrara. «Stiamo procedendo secondo il cronoprogramma — ha spiegato la sindaca al termine del vertice — e voglio ricordare che con questo progetto arrivano 800 milioni di investimenti stranieri sulla città. È evidentemente una opportunità di rilancio per l’economia di Roma e del Paese. Stiamo andando avanti a tempi serrati e ce la faremo» .

Archiviate, ormai da un anno, le liti interne e i dubbi sull’opera che l’ex assessore Paolo Berdini definì «la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa, nonché la più grande variante urbanistica ‘ ad hoc’ mai approvata nella capitale». E proprio sulla variante si giocano i tempi della posa della prima pietra. L’obiettivo è approvarla definitivamente in aula, fa sapere Ferrara, «entro l’estate» . Poi la palla passerà alla Regione e, a quel punto, lo stadio a Tor di Valle potrebbe essere più vicino. Per la gioia del primo dei tifosi giallorossi, James Pallotta.