Nati il 7 giugno – Come mai il triplice fallo di mano di Lazzari è letteralmente sparito dagli schermi televisivi?

Pagine Romaniste (Nati il 7 giugno)La colpa, in buona parte, è del Cagliari. Cosa c’entra la squadra che fu del sommo Gigi (Giggi) Riva (Rriva)? La memoria storica, amici miei, senza la memoria storica è difficile ricostruire i fatti, nella vita in genere, ma in politica (ed il calcio da tempo, forse da sempre, è politica) in particolare. Dicevo del Cagliari. Qualche lustro or sono i Pubblici Ministeri di una Procura italiana, intercettarono due dirigenti federali, con il primo che rimproverava aspramente il secondo per un arbitraggio in cui aveva gravemente danneggiato (a suo parere) gli avversari del Cagliari.

A fine stagione, l’arbitro di quella gara venne dismesso, mentre un suo “congiunto” (termine usato dal Presidente del Consiglio in una sua gaffe proverbiale per commemorare una vittima di mafia) continuò senza infamia e senza lode a gestire fischietto e cartellini per molti anni. Una volta raggiunto il limite di età per la dismissione obbligatoria, il congiunto si accomodò in sala VAR. Orbene, in questi casi, i comportamenti possono essere di due tipi: visto che il mio congiunto è stato dismesso per colpa tua, in ogni caso dubbio ti do torto; oppure, non voglio fare la fine del mio congiunto ed in ogni caso dubbio ti do ragione, visto che sei potente. In genere, nel nostro bel paese, si adotta la seconda scelta. Sta in fatto che, in particolare da quando è stato introdotto il VAR, il congiunto è diventato una sorta di amuleto e si è distinto per molte scelte favorevoli alla squadra della provincia di Roma, tutte certamente in buona fede, d’altro canto, si sa che errare è umano.

Ho ritenuto doverosa tutta questa premessa perché, essendo un convinto sostenitore della tesi che ritiene come il calcio sia spesso determinato da episodi, mi pare che la seconda rete subita dalla Roma abbia definitivamente spostato gli equilibri di una gara in cui, fino a quel momento, nessuna delle due squadre avesse effettuato tiri in porta, a parte il regalo gentilmente confezionato da Ibanez. Fin dalla avvenuta concessione della marcatura ho sostenuto l’evidente fuorigioco di Caicedo ed il probabile fallo di mano di Lazzari. Mentre la prima infrazione ci è stata mostrata, confermando l’offside, la seconda è scomparsa, per riapparire, miracolosamente, trenta minuti dopo il termine della gara; tutti i commentatori presenti, pur ritenendo la circostanza ininfluente, hanno dovuto ammettere che Lazzari avesse toccato per tre volte la palla con la mano, l’ultima aggiustandosi la sfera. Una o tre, la sostanza non cambierebbe: il fallo di mano dell’attaccante è sempre sanzionato.

Rebus sic stantibus, come direbbe il gran virologo-ginecologo-latinista, sorgono due dubbi: come mai il VAR non abbia richiamato il simpatico Orsato per visionare i due episodi?; ma anche, come mai il triplice fallo di mano è letteralmente sparito, durante l’incontro, dagli schermi televisivi? Mi pare di ricordare che la stessa emittente, durante l’intervallo di un Cagliari Roma, per bocca della signora Buffon, ebbe a mostrare più volte un fallo di Destro sul compianto Davide Astori, di fatto costringendo il Giudice Sportivo ad applicare una prova televisiva della quale non ricorrevano i presupposti. Ma vi è di più. Chiunque abbia frequentato, anche per una sola volta, gli spogliatoi durante l’intervallo di una partita, conosce le dinamiche, gli scambi di notizie, le proteste. Sa che un direttore di gara, messo davanti all’evidenza dell’errore, è influenzato nel suo modo di arbitrare il secondo tempo. Per questo le immagini sono importanti.

Siamo tutti sicuri che, annullando quel gol, la partita avrebbe avuto lo stesso svolgimento o l’episodio l’ha definitivamente indirizzata? Tifoso becero? Tale sono e me ne vanto. Come tifoso becero è Ruggero Rizzitelli che, evidentemente, non crede alla scaramanzia. Non gli è bastato l’esempio di Radja di qualche anno fa. Ho dedicato troppo spazio alla gara e passo ad argomenti a me più consoni. Lunedì il COVID si è portato vi Fabio Enzo, sconosciuto ai più, ma eroe della mia adolescenza. Io il giorno di quel suo primo gol ero allo stadio, ma non capisco perché tutti abbiano parlato di derby nel ricordarlo.

Negli anni sessanta quei signori stazionavano quasi perennemente in serie B, le loro figurine avevano quattro foto insieme ed erano in fondo all’album Panini. Quella partita rappresentava solo un incontro con una squadra abituata alle parti basse della classifica. P.S. In sede di presentazione, su quell’emittente che trasmette le prove dei misfatti in ritardo, ho sentito che il più grande presidente della storia finanzierà gli oratori. Un bel gesto, gli va riconosciuto. Si deve sperare, però, che questo abbia un seguito di concretezza, a differenza della “dichiarazione ufficiale” pronunciata coram populo innanzi alla Sinagoga, di finanziare, ogni anno, un viaggio di duecento studenti nei lager nazisti. Per questa promessa si attendono ancora sviluppi.

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