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La Repubblica – Luis Enrique contro Montella il sabato dei destini incrociati

di Redazione

A Roma non si erano ancora mai incontrati. Luis Enrique e Montella divideranno domani le panchine dell’Olimpico, su cui si erano avvicendati alla fine della scorsa stagione. E che l´asturiano potrebbe, chissà, anche restituire al collega napoletano, sempre che l´orgoglio di chi lo aveva scartato un anno fa non lo tradisca. In una giornata speciale in cui Totti dovrebbe tagliare il traguardo delle 500 presenze in serie A, Luis potrebbe salutare l’Olimpico. Proprio di fronte a Vincenzo, termine di paragone con cui convive da mesi: perché il Catania è solo a 5 punti dalla Roma, pur avendo speso dieci volte in meno: 4 milioni contro 40. E perché gioco e risultati inseguiti inutilmente nella capitale hanno preso vita in Sicilia. Un sassolino Montella se l´era tolto a ottobre: “Al posto di Luis mi avrebbero già cacciato”, disse proprio dall’Olimpico, dopo il pari con la Lazio. Oggi invece tra i due è nato un rapporto di stima: “È un uomo molto coerente”, dice oggi Vincenzo di Luis. Coerenza che lo porta in queste ore a pensare di lasciare Roma. Fosse davvero un addio perché non pensare, tra Guardiola e Allegri, tra Bielsa e Prandelli, di dare una chance anche a Montella?

E se Luis alla fine scegliesse di restare? Baldini lo spera, un po’ meno Bojan, che ha fatto sapere al Barça come in quel caso preferirebbe giocarsi le proprie possibilità altrove: lui ama la Premier, ma piace in Spagna. Intanto potrebbe essere titolare domani, con Osvaldo colpito da una fastidiosa colica renale. Mancherà certamente, invece, Stekelenburg: “Ma non ho chiesto di essere ceduto”, giura. Lamentando però ancora dolore alla spalla: “Problema che mi porto dietro da dicembre, ora però ho troppo dolore per giocare”. Mah. Chi parte e chi torna. O no? Perché Pizarro, alla fine potrebbe restare al City: “Se rimane Mancini, mi tiene”, ha assicurato agli amici. Sorte simile per Borriello: Conte e la Juventus, a differenza di un mese fa quando avevano comunicato al bomber di non volerlo riscattare, ci pensano. A patto di un forte sconto sugli 8 milioni previsti. A Roma, festeggerebbero incassandone la metà.

ça Repubblica – Matteo Pinci