Luis Enrique blinda la Roma. Sarà il clima del derby imminente, o semplicemente perché non si vogliono concedere vantaggi agli avversari, ma ieri mattina intorno alle 11.30 il personale addetto alla vigilanza di Trigoria, insieme a una volante della Polizia, ha fatto scendere “con tutta la gentilezza necessaria” (come si legge su una nota diffusa nel pomeriggio dalla società) tifosi e cronisti arrampicati sul muretto a guardare l’allenamento.

L’indicazione è arrivata direttamente dal tecnico spagnolo, che doveva provare alcuni schemi tattici nella parte finale dell’allenamento. Una precauzione eccessiva o una sana pretattica? La cosa certa è che ieri mattina una delle poche sicurezze di questi giorni, e cioè che Miralem Pjanic sarebbe stato il vice-Totti nel ruolo di trequartista, ha rischiato di dissolversi nel nulla.

Il centrocampista bosniaco — rientrato mercoledì dalla partita di qualificazioni europee pareggiata per 1-1 a Parigi, contro la Francia — ha infatti abbandonato l’allenamento per un leggero fastidio lombare, un indurimento che ha consigliato prudenza al tecnico giallorosso. Oggi Pjanic dovrebbe allenarsi regolarmente, come Pizarro, ieri di nuovo in campo dopo il problema muscolare di due giorni fa.

Il centrocampista cileno ha rilasciato un’intervista a Sky, dopo un lunghissimo silenzio che durava dal campionato scorso, che sarà mandata in onda alla vigilia del derby. “La Lazio — sono le sue parole — è un’ottima squadra e non conta niente il fatto che noi proveniamo da cinque derby vinti consecutivamente. Ogni gara ha una storia a sé e noi siamo stati bravi e fortunati in passato a sfruttare gli episodi positivi. Luis Enrique è un’ottima persona e, come allenatore, è un grande innovatore. Dal punto di vista personale sto vivendo un buon momento. La mia esultanza dopo la vittoria contro l’Atalanta? È stata liberatoria e chiude un periodo difficile iniziato lo scorso anno in Cile con l’infortunio. Di Ranieri non voglio parlare, perché io le cose amo dirle in faccia. Il mio futuro? Cancellatemi pure da ogni indiscrezione di calciomercato, perché vi dico fin da ora che rimarrò a Roma fino alla fine del mio contratto, che scade nel giugno 2013, e poi ritornerò in Cile“.

Il Pek è in lizza con Perrotta e Simplicio per una maglia da titolare al fianco di De Rossi. Per il resto la formazione sembra quasi fatta, con il rientro di Stekelenburg tra i pali e con la difesa che ha giocato contro l’Atalanta: Rosi, Burdisso, Heinze, José Angel.

Domani mattina arriverà nella capitale il presidente Thomas DiBenedetto che in un’intervista a Bloomberg.com non ha risparmiato qualche frecciata alla precedente proprietà: “Paghiamo errori della vecchia gestione. La programmazione è fondamentale e con i giovani è più facile. Lo stadio di proprietà? Si potrebbe fare in tre anni, ma credo che ce ne vorranno cinque”.
CORRIERE DELLA SERA – G. PIACENTINI