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L’affare Kessie. Tra Roma e Milan è un fotofinish

di Redazione

Corriere Dello Sport (F.M.Splendore) – E adesso… il fotofinish. Roma e Milan aspettano Franck Kessie e il doppio inseguimento è in qualche modo finito ieri nel cuore della Capitale, studio Tonucci, dove è arrivato Luca Percassi, dove si è affacciato anche il ds del club bergamasco Sartori, dove c’era tutto lo stato maggiore “italiano” della Roma: Monchi compreso, o per competenza in testa al gruppo, fate voi. Il Milan il suo assalto lo aveva fatto la sera prima, portando l’ad Fassone davanti ad Antonio Percassi, a formulare un’offerta che però nessuno conferma sia stata già scritta. Ma siccome con i Percassi basta la parola, ecco che lo scenario sul centrocampista ivoriano dell’Atalanta si è un po’ scompaginato. E adesso bisogna scrivere il finale, un finale che dipende da Kessie e dal suo manager Atangana: perché non ci sono più economie da sistemare. E’ pari e patta, al netto di quel filo di leggenda che accompagna e colora le trattative di calciomercato, sempre. Erano davvero 35 i milioni del Milan mercoledì notte? Lo erano, più o meno, ma con dentro altri discorsi: per esempio Petagna, l’attaccante su cui il club rossonero vanta una quota parte in caso di rivendita (50 per cento questa estate, 30 nel 2018). Fatto sta che con quella proposta il Milan si è allineato alla Roma. E ieri, dopo quella partita di novanta minuti dietro le scrivanie, il club giallorosso ha finito di chiudere il cerchio “rimontando” quello rossonero sull’intesa con Kessie: ingaggio che alla fine somiglia molto ai 2 milioni.

LE MOSSE DEL MILAN – I rossoneri a centrocampo stanno sondando molto sentieri, tra l’Italia e l’Inghilterra. Il loro percorso sul fronte Kessie è stato opposto a quello della Roma: avere in tasca il sì del giocatore e poi presentarsi all’Atalanta. Che sa di avere una parola con la Roma. E che alla fine, ieri, era a Roma dopo quell’offerta del Milan, per un appuntamento programmato che si sarebbe anche potuto annullare. Percassi non è venuto per comunicare alla Roma (che ne era a conoscenza) l’offerta del Milan: ma per continuare a parlare. E questo è un dato: che potrebbe pesare nella valutazione dei fatti. Perché l’Atalanta ha parlato con il Milan? Perché sarebbe stato sbagliato non farlo, perché si fa così, perché il Milan ha una nuova dirigenza, è un interlocutore importante. E perché il Milan c’è su Kessie. E a ieri notte il club bergamasco sapeva anche dell’accordo di massima trovato già con il giocatore. Alla fine però ci si è detti: se ne riparla dopo Atalanta-Milan, il 16 maggio.

LE MOSSE DELLA ROMA – Con l’Atalanta, i giallorossi avevano chiuso per Kessie a gennaio. Con il giocatore il percorso è stato più lungo. Il manager Atangana voleva vederci chiaro e nelle ultime 48 ore da Trigoria il nuovo ds Monchi ha preso il timone dell’operazione affiancato da Ricky Massara (che l’aveva costruita con l’Atalanta a gennaio) e con il dg Baldissoni. Un quadro che anche Franco Baldini da Londra conosce molto bene. Ha parlato con Atangana che si è seduto a ragionare, ha lavorato sulle distanze: dovrebbe aver parlato anche con Kessie. Insomma ha appaiato in tutto il Milan, ricreando per l’Atalanta il problema della parola data. Ieri, peraltro, si è parlato di Kessie e non solo: Marchizza, e poi certamente l’ad bergamasco avrà richiesto Tumminello sempre più vicino al rinnovo.

L’ULTIMA MOSSA – Insomma, nelle ultime 48 ore Monchi e Atangana sono diventati gli attori protagonisti sul proscenio della trattativa, anche perché per la Roma era quella la parte che mancava. Ieri pomeriggio, poco dopo le 18, il ds della Roma è uscito dallo Studio Tonucci con Massara. Percassi era uscito una quarantina di minuti prima. Non c’era Atangana, una assenza che non dovrebbe aver preoccupato la Roma. Una assenza per certi versi “giustificata”, che il manager aveva annunciato alle parti. Alla fine, dal suo punto di vista ha tenuto la barra dritta, mentre la Roma ha ormai la certezza che Atangana abbia condiviso il percorso economico con Monchi. E Kessie, che con il Milan resterebbe vicino a casa (vive a Bergamo), ha interiorizzato il progetto della Roma, lo sente, ne aveva parlato anche già con i compagni. Ora deve scegliere. A vent’anni cerca una grande carriera e l’amore della gente.