La Roma vince al 91′: è prima. Mourinho vola sotto la curva

La Gazzetta dello Sport (P. Archetti) – Mille di questi giorni, senhor Mourinho. Sempre in testa, sempre vittorioso e pure con la cifra tonda della millesima panchina in carriera da ricordare. A punteggio pieno rimangono in tre e la Roma c’è: rima a parte, è un dolce ritornello per la gente che si gode la follia di un successo nel recupero, tremando per le occasioni del Sassuolo e riempiendo di euforia l’Olimpico, quando anche l’allenatore corre sotto la curva per un’esultanza adolescenziale dopo il 2-1 di El Shaarawy.

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Entusiasmo al massimo, gol e punti in una partita da infarto che Mou poteva vincere e anche perdere, non ci fossero state le parate fenomenali di Rui Patricio. Ma in tanti si sistemano nell’allegra fotografia di giornata: Cristante che apre, Pellegrini che slalomeggia, Abraham che prende un palo. Ma entrano pure gli sprint di Boga, le giravolte di Berardi, l’astuzia di Djuricic e anche la botta di Traoré che rimbalza sul legno all’87’: sarebbe stato l’1-2, invece è finita con il risultato contrario e sempre grazie a un palo, perché il destro a giro del Faraone, entrato al 70’, sbatte sulla faccia interna e finisce in rete.

Complimenti anche a Dionisi: per il gioco, il coraggio e le soluzioni in panchina. Giusto che poteva terminare anche 6-6 o 7-7, come dice Mourinho, quindi gli errori difensivi ci sono stati. Ma le emozioni li fanno scordare, a caldo. Per dire: prima di scendere dalle montagne russe, Scamacca al 94’ avrebbe firmato il 2-2 ma era in fuorigioco.

Affiorano le nuove certezze della Roma, tipo il portiere che è una sicurezza, e la consapevolezza del Sassuolo di avere personalità, qualità e idee.

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