Il Tornatora

La Lazio verso una maxi-squalifica. Curva Nord chiusa fino a gennaio

di Redazione

Corriere della Sera (R.Frignani) – E ora si aspetta la mazzata. Lo scandalo degli adesivi antisemiti attaccati nei corridoi della curva Sud da una ventina di ultrà laziali, dodici dei quali – fra cui sei Irriducibili – sono stati indagati ieri dalla Procura per istigazione all’odio razziale, potrebbe far scattare nei confronti della tifoseria una maxi-sanzione, che non si esclude comprenda la chiusura della curva Nord anche il prossimo 18 novembre per il derby in casa della Roma. Ma c’è di più: gli atti discriminatori contestati ieri dal procuratore federale Giuseppe Pecoraro – che ha concluso la sua istruttoria accusando il patron Claudio Lotito di aver violato il principio di lealtà sportiva – potrebbero portare anche alla squalifica dell’Olimpico. Che non sarà breve: le partite casalinghe contro Udinese, Fiorentina, Torino e Crotone potrebbero essere giocate altrove (si parla di Firenze, ma al vaglio ci sono altre ipotesi: Perugia e Frosinone) e la Lazio avrebbe a questo punto concluso in netto anticipo la sua stagione a Roma per il 2017. Sempre che la sanzione sia limitata a quattro giornate e che l’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive non imponga pure il divieto di trasferta alla tifoseria.

In alternativa si valuterebbe la chiusura soltanto della Nord per non punire tutti i tifosi laziali che con la vergognosa vicenda delle figurine di Anna Frank con la maglia romanista non c’entrano niente. Ma in questo caso – sebbene in trasferta – sarebbe impensabile una riapertura del settore solo per il derby. Insomma, la giustizia federale sta per prendere una decisione che potrebbe influire in maniera decisiva sull’esaltante campionato della squadra di Inzaghi. Senza contare la squalifica (si ipotizza non leggera) che Lotito rischia per aver aperto la Sud agli ultrà della Nord per Lazio-Cagliari, ricorrendo a quello che viene considerato dall’accusa un escamotage per bypassare la decisione del giudice sportivo che aveva chiuso per due turni il settore biancoceleste, proprio per cori razzisti contro due giocatori del Sassuolo. «Ogni provvedimento che tende a eludere una sanzione è censurabile», ha sottolineato il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. E anche la Seleco, sponsor della Lazio, ha preso le distanze «in modo netto e inequivocabile dagli episodi razzisti e antisemiti», auspicando «ed è certa, che la Lazio porrà in essere tutte le azioni necessarie per tutelare i valori fondanti del calcio».