Il Tornatora

Kolarov: «Gol al derby? Esulto»

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Il passato è una terra romana che non fa paura. La verità in fondo deve per forza spaventare? Del resto Aleksandar Kolarov aveva messo in preventivo che un passaggio dalla Lazio alla Roma, sia pure indiretto, avrebbe diviso i tifosi di tutt’e due le squadre. Però è andato avanti per la sua strada «trovando un accordo in cinque minuti con Monchi» perché il suo desiderio era tornare nel posto dove aveva vissuto meglio. Eusebio Di Francesco intanto ha capito che allenarlo sarebbe stato un piacere sin dalla prima seduta di lavoro, sotto la pioggia e il vento di Boston. E dopo l’amichevole di Siviglia, forse, anche i romanisti più scettici avranno applaudito il suo acquisto. Come ha fatto Pallotta, definendolo «un colpaccio».

E’ DERBY – Sprizzano passione le frasi che Kolarov pronuncia con una flemma incisiva nella prima conferenza stampa, in una stanzetta di un albergo di Siviglia con vista sul vialone che porta allo stadio, sotto gli occhi attenti di Monchi e del dg Baldissoni. «Il passato è passato e io non lo rinnego – avverte – ma non posso pensare di mettere d’accordo tutti i tifosi. Di sicuro adesso sono felice di essere della Roma e darò il cento per cento alla Roma, come ho fatto in precedenza per la Lazio e per il Manchester City». Ha segnato già un gol in un derby romano nel 2009, promette un comportamento analogo: «Se dovessi segnare di nuovo un gol importante esulterei. Perché non dovrei?». Già, perché?

INTEGRAZIONE – E’ arrivato in gruppo da venti giorni, già si comporta da leader. Dirige, insegna: «Mi sono trovato subito bene anche perché già conoscevo qualche compagno, a cominciare da Dzeko che è stato con me al City. Ma anche De Rossi e altri che ho affrontato sul campo. Avendo 31 anni mi sento maturo e pronto a dare tutto per aiutare la Roma a vincere». Si candida per il ruolo di difensore centrale oltre che per fare il terzino sinistro: «Nell’utima stagione ho giocato più in mezzo che sulle fasce quindi va bene tutto. L’importante è giocare. So che è una piazza difficile, ma questo non mi preoccupa». Figurarsi, non sarebbe da Kolarov.