Il Tornatora

Kolarov e Florenzi in decollo. La Roma corre sulle fasce

di Redazione

La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini/A.Pugliese) – Per i numeri del calcio, a volte, si potrebbe utilizzare quel celebre motto che a volte si usa per smitizzare il cinema: «Un imbroglio dentro a un lenzuolo». Eppure, chi si sentirebbe di definire così un’opera di Kubrick piuttosto che di Fellini. Ebbene, proprio per questo ci sentiamo autorizzati a usare delle cifre proprio per santificare la fetta di stagione di Aleksandar Kolarov, lasciando nel contempo supporre che – se Ale Florenzi darà fiato alle sue potenzialità – la Roma potrebbe avere una coppia di terzini da scudetto.

EFFETTO SERBO – Partendo dal giocatore serbo, al di là dei due gol realizzati, le sue prestazioni sono incoronate da un paio di dati su tutti: è il difensore del nostro campionato che ha creato più occasioni da gol (41, davanti a Ghoulam con 28) ed è al terzo posto complessivo, sempre per la stessa specialità, dietro a esterni d’attacco come Candreva (47) e Insigne (43). Se a tutto questo aggiungiamo anche il dato dei tocchi di palla – con 1378 è al quarto posto in Serie A, curiosamente dopo tre giocatori del Napoli (Hamsik, Jorginho e Koulibaly) – si capisce come per Kolarov valga davvero l’espressione di regista di fascia, che uno che se ne intende come il d.s. Monchi la scorsa settimana associava ad un fenomeno come Dani Alves. Morale: la Roma di Di Francesco non può prescindere da uno come il serbo, che in effetti – soprattutto in tandem con Perotti – consente alla fascia sinistra di far decollare la squadra.

L’AZZURRO – Discorso diverso quello che riguarda Florenzi . La sua fascia, in linea teorica, doveva essere presidiata in prima battuta da Karsdorp, ma visto che il nuovo acquisto per ora è perduto nel calvario del suo recupero dall’infortunio al ginocchio, tocca all’azzurro blindare la sua posizione. Con un postilla: ad inizio stagione Di Francesco lo vedeva di più come esterno alto, ma proprio gli allenamenti ed i colloqui con lo stesso Florenzi lo hanno convinto che Alessandro può essere un valore aggiunto per la Roma anche nel ruolo di terzino destro. Per chi avesse dei dubbi, basterebbe consultare le classifiche del «Cies Football Observatory», che vede il jolly giallorosso al decimo posto tra i migliori terzini d’Europa come rendimento. A proposito, al quinto posto indovinate chi troviamo? Facile, il solito Kolarov, che ha davanti solo Ghoulam (Napoli), Delph (Manchester City), l’eterno Dani Alves (Psg) e Walker (Manchester City).

IL RINNOVO – Con queste premesse, non sorprende che la Roma stia accelerando sul fronte del rinnovo. Il contratto, infatti, è in scadenza nel 2019, ma il d.s. Monchi ha già detto chiaramente come l’obbiettivo della società sia quello di mettere le basi perché Florenzi faccia un percorso analogo a quello di Totti e De Rossi, ovvero che resti alla Roma a vita con un contratto da top player, cioè a oltre 3 milioni netti a stagione più bonus. D’altronde, a 26 anni, l’azzurro è entrato nella fase migliore della sua carriera, soprattutto adesso che si sta definitivamente liberando delle scorie del doppio infortunio. Per avere un modello, d’altronde, basta che si specchi nel suo dirimpettaio di fascia, cioè in quel Kolarov che, a 32 anni, ancora imperversa sul proprio binario come un Frecciarossa. Impressioni? Anche se è vero che la storia non si ripete in modo perfettamente identico, sembra davvero che la coppia di difensori di fascia a disposizione di Di Francesco possa rinverdire i fasti di Cafu e Candela. E a chi piacciono i ricorsi, è facile rammentare che con loro la Roma vinse lo scudetto. Quanto basta per sognare.