Il Tempo (T.Carmellini) – Forse la famigerata rivoluzione che Monchi auspica da tempo sarebbe ora di metterla in atto: da subito. Il perché è scritto nei numeri di questa seconda parte di stagione che porta i giallorossi dritti all’inferno. Non vincono una partita dal 16 dicembre scorso, si ritrovano con l’ottavo attacco del campionato, hanno fatto tre punti nelle ultime sei partite e rimediato ieri sera contro la Samp, senza nulla togliere alla squadra di Ferrero, la seconda sconfitta consecutiva davanti al pubblico di casa. Il bilancio all’Olimpico dice un solo punto nelle ultime tre gare giocate.

Serve altro? Sì, forse vendere subito Dzeko, perché se l’effetto delle voci sulla sua imminente cessione è questo, c’è da prendere una decisione subito. I giallorossi lasciano il campo tra i fischi, giusti, dei propri tifosi che in realtà erano tornati a dargli fiducia contro tutto e tutti. Ma sono fischi pesanti perché c’è tutta l’amarezza di chi vede la sua squadra soffrire, poi riprendersi e rimettersi in carreggiata. Sbagliare un calcio di rigore (la Roma non segna più nemmeno così), poi provarci da tutte le parti ma non avere la concretezza per sbloccare la gara e rimediare poi il gol beffa (stavolta targato Zapata, ma ogni volta ce n’è uno). Un senso di impotenza generale ha avvolto l’Olimpico. Ma la cosa più incredibile è che questa squadra, con i numeri che ha, riesce ad essere a tre punti dall’Inter quarta in classifica e quindi a tre punti dalla Champions. Boh… Un gruppo in totale bambola offensiva. Vero, Viviano fa il fenomeno ma qualcosa lì in mezzo s’è incagliato: e non può essere solo il problema-Dzeko, perché anche Nainggolan sembra l’ombra di se stesso, Strootman continua a faticare e alla fine il migliore lì in mezzo è ancora Pellegrini: il primo però che Di Francesco toglie e sarà un caso subito dopo prende gol. E meno male che c’era Alisson, altrimenti poteva anche finire peggio, molto peggio. Peccato perchè la Roma butta via un’altra grande occasione nel giorno in cui perde la Lazio e pareggia l’Inter sua diretta concorrente per un posto Champions. Già Spalletti, meglio essere fortunati che ricchi.